Juve, Chiesa e Kostic a rischio. A Verona rientra Vlahovic

Il numero sette non brilla ed è fermato dai ripetuti acciacchi, la cessione non è da escludere. Anche Kostic è rimasto in panchina. A Verona dentro Vlahovic

di MANUEL MINGUZZI -
14 febbraio 2024
Federico Chiesa

Juventus FC's forward Federico Chiesa looks dejected during the Italian Serie A soccer match between FC Inter and Juventus FC at Giuseppe Meazza Stadium in Milan, Italy, 4 February 2024.

Torino, 14 febbraio 2024 - Una Juve asfittica senza Dusan Vlahovic. La sconfitta con l’Udinese sancisce la fine quasi certa della lotta Scudetto e alza il velo sulle difficoltà offensive della squadra di Allegri senza il bomber serbo, autentico trascinatore nella prima metà di stagione. Resta il solo punto conquistato nelle ultime tre e una Inter fuggita a più sette con una partita in meno e un match con l’Udinese brutto per quanto piatto nella produzione offensiva di una squadra che non ha trovato le risorse sperate da Chiesa, schierato titolare, e dal giovane Yildiz, subentrato nel secondo tempo. E’ soprattutto il numero sette quello più in difficoltà tra prestazioni sottotono, poca continuità e acciacchi vari che lo hanno limitato nell’ultimo mese. Sono sei gol in campionato, ma in generale Chiesa non ha fornito quel cambio di passo necessario in una squadra che lottava per il titolo assieme alla squadra più forte d’Italia. Così, ogni scenario di mercato è totalmente aperto.

Chiesa, il rinnovo e la possibile cessione

Il futuro di Chiesa è in bilico, come è normale che sia. A 27 anni la continuità del top player non è ancora arrivata, a causa anche dei troppi acciacchi che da diverso tempo lo stanno attanagliando. L’ultimo mese, in particolare, è stato molto difficile tra partite saltate e panchina, così la sua grande occasione era arrivata lunedì sera contro l’Udinese, ma l’ha sprecata non trovando il guizzo utile a risolvere una partita arzigogolata in assenza di Dusan Vlahovic. E su Federico balla anche il rinnovo. Il suo ingaggio è di 5 milioni a stagione e adeguamenti dalla Juve non ne arriveranno, ma la scadenza fissata al 2025 imporrà una riflessione estiva per non avviarsi pericolosamente al parametro zero. Costato 50 milioni, Chiesa ha per ora segnato 28 gol in 114 partite con la Juventus e la Premier fiuta l’affare qualora con i bianconeri non dovesse sbloccarsi una firma sul nuovo contratto. Se il figlio d'arte chiederà un adeguamento la trattativa diventerebbe ancora più difficile e nell’ottica di un rafforzamento estivo sul mercato una sua cessione potrebbe finanziare nuovi e preziosi innesti, soprattutto a centrocampo dove i giocatori seguiti con maggior interesse sono Koopmeiners e Ferguson. Non solo Chiesa è a rischio cessione perché lunedì sera non ha nemmeno messo piede in campo Filip Kostic. L’esterno serbo ha giocato 21 partite in stagione e il 79% dei minuti da titolare, ma contro i friulani è rimasto a guardare e anche lui potrebbe essere sacrificabile in estate nonostante il contratto in scadenza nel 2026. Per ora zero gol e quattro assist per un giocatore arrivato nell’estate 2022 a 14 milioni di euro. Scelta tattica quella di Allegri, ma esplicativa del fatto che trovare una quadra tra esterni e attaccanti sta diventando difficile.

Torna Vlahovic

La Juve ha bisogno di tornare alla vittoria dopo un punto in tre partite, forse è tardi per provare a riprendere l’Inter ma di sicuro non per arginare il ritorno del Milan e mettere al sicuro la qualificazione Champions. Non sembra a rischio, ma la mentalità del futuro si costruisce sul presente e Allegri è stato chiaro ‘dobbiamo imparare da queste situazioni’. Il momento di difficoltà dovrà lasciare posto ad una ripresa immediata, a partire dalla trasferta di Verona che ora assume i contorni della partita più complicata di quello che si potesse pensare qualche settimana fa. Altra squadra in lotta salvezza, altra squadra fisica come l’Udinese: servirà dunque il miglior Vlahovic. Proprio il serbo ieri si è riaffacciato in gruppo svolgendo una parte di allenamento assieme alla squadra e la sua presenza al Bentegodi appare certa. Fondamentale il serbo che è a quota 12 gol in 21 partite di campionato, di cui sei nelle ultime 5 partite giocate da titolare e fondamentale nei successi con il Frosinone, gol allo scadere, Roma, assist per Rabiot, Sassuolo e Lecce (doppietta). Allegri dovrà però trovare un partner di attacco, con Milik che ha fallito con Empoli e Udinese, Chiesa che è in difficoltà e Yildiz che forse è ancora troppo giovane per diventare il salvatore dell’attacco juventino.

Rugani vuole rinnovare

Ma c’è anche la difesa da tenere d’occhio. L’errore di Alex Sandro contro l’Udinese è costato parecchio e le critiche sul brasiliano sono ormai incessanti da un paio di stagioni. A fine stagione saluterà e Allegri ha sicuramente pagato l’assenza di Danilo, ma dall'altro lato non ha schierato Rugani, che era in panchina anche se non al meglio delle condizioni. Il difensore si è sempre allenato con costanza e dedizione e aspetta il suo turno, soprattutto attende qualche segnale per il rinnovo di contratto. Parola del suo agente Davide Torchia a Tv Play: “C’è voglia di rinnovo da parte nostra, siamo convintissimi. Attendiamo segnali, diciamo che si tende ad andare avanti anche per ragioni di bilancio. La nostra idea non cambia e il club deve fare i suoi calcoli, ma di sicuro non possiamo arrivare all’anno prossimo”. Non ci sono però rischi di un cambio squadra per Rugani, il suo agente è perentorio: “E’ altamente probabile che resti in bianconero”. Ma non chiedetegli dell’errore di Alex Sandro, non arriveranno critiche dirette per la panchina di Rugani o verso il compagno: “C’è stata sfortuna - ancora Torchia - Diciamo che l’azione si poteva fermare prima ma Alex è stato sfortunato. Non si può dire con certezza che con Rugani in campo il gol non sarebbe arrivato”. Ma perché non ha giocato contro l’Udinese nonostante in passato abbia sempre mostrato grande affidabilità? “Quando si perde si parla spesso di chi non ha giocato e Daniele aveva un dolorino che gli dava noia ma ora sta meglio e cercherà di dare una mano. La Juve ha bisogno di tutti. Non era al massimo ma poteva giocare. Diciamo che Allegri ha scelto chi era al massimo della forma”.

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