Silvia Terrazzi porta l’Arno a Parigi: "Grande emozione, una vera rivincita"

Convocata per le Olimpiadi nel canottaggio: "E’ stata una vera impresa. L’Italia non si era mai qualificata in questa categoria"

di MICHELE BUFALINO -
5 giugno 2024
Silvia Terrazzi porta l’Arno a Parigi: "Grande emozione, una vera rivincita"

Silvia Terrazzi porta l’Arno a Parigi: "Grande emozione, una vera rivincita"

Ai primi di maggio fu premiata in Comune per i suoi risultati sportivi, ma da qualche giorno il premio più importante è stata la qualificazione alle Olimpiadi di Parigi 2024. Sulle acque svizzere del lago Rotsee, l’atleta della Canottieri Arno Silvia Terrazzi, 29 anni il prossimo 27 luglio, con le compagne Giorgia Pelacchi, Linda De Filippis, Alice Gnatta, Aisha Rocek, Alice Codato, Elisa Mondelli e Veronica Bumbaca, con Emanuele Capponi al timone, hanno dominano la finale della ‘Final Qualification Olympics Regatta’, finendo davanti a Danimarca, Cina e Germania. Si apre così il sogno olimpico: "E’ stata una gara dura e ce la giocavamo contro equipaggi molto forti. Nel canottaggio funziona diversamente, si qualificano i posti barca. Di conseguenza saremo noi che rappresenteremo l’Italia alle Olimpiadi nell’otto con".

E’ felice per questo risultato?

"Sono molto felice e per me è stata anche una rivincita personale. Nel 2019 avevo qualificato il quattro di coppia, ma a causa di un infortunio non riuscii ad andare alle Olimpiadi. E’ una rivincita per come sono andate le cose in questi anni".

Un risultato importante anche per tutto il movimento.

"Sì, perché l’Italia non si era mai qualificata nell’otto con, ed è motivo di ancor più soddisfazione. Questo risultato è qualcosa che ancora non ho processato nella mia testa. Non ho realizzato davvero che parteciperò alle Olimpiadi, sono incredula".

Lei ha una storia personale molto particolare, iniziò tardi con il canottaggio.

"Sì, iniziai a 14 anni, quasi un’età limite per l’avviamento all’agonismo. Mi bastarono però solo due mesi e iniziai a partecipare alle prime gare. Venivo dalla danza classica".

Cosa la colpì del canottaggio?

"Mi sono trovata bene perché è un ambiente familiare e negli anni la passione mi ha fatto cogliere ben più di qualche soddisfazione".

Chi vuole ringraziare per questo successo?

"Devo praticamente tutto a Nicola Iannucci che, fin dal mio arrivo ai Canottieri Arno mi ha sempre seguito a livello societario. E’ stato praticamente un padre in questo sport. In nazionale poi ho trovato Stefano Fraquelli. Ogni volta che non sono a qualche raduno con la nazionale ho sempre Nicola che mi segue costantemente".

Quali sono le sue aspettative per Parigi?

"Stiamo puntando alla finale. Siamo tra i primi sette equipaggi, ma dobbiamo migliorare per essere tra le prime, il limite è di sei equipaggi. Non so a che livello saremo, ma vogliamo provare a puntare alla finale. E’ ancora un po’ un’incognita sapere a che livello sapremo, ma siamo puntando alla finale".

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