Ancona, non c’è pace per il club. La città chiede maggiore chiarezza

Pesano la sconfitta con la Juve Next Gen e il mercato, con obiettivi dichiarati e poi disattesi. La rabbia dei tifosi

di GIUSEPPE POLI -
5 febbraio 2024
Ancona, non c’è pace per il club. La città chiede maggiore chiarezza
Ancona, non c’è pace per il club. La città chiede maggiore chiarezza

La sconfitta di Alessandria contro la Juve Next Gen è benzina sul fuoco della contestazione all’Ancona, squadra e società.

L’irritazione e il disappunto della tifoseria, che si riscontrano sui social e che trovano riscontro nel duro comunicato emesso dalla Curva Nord, vanno al di là della prova della squadra contro i bianconeri, prestazione generosa per quasi un’ora, ma coincisa con l’ennesima sconfitta che mina il cammino dei dorici verso la salvezza diretta.

Le ragioni della situazione nascono dalle decisioni della scorsa estate, si nutrono di un cammino molto altalenante della squadra – 9 punti in 10 partite con Donadel, 16 in 15 con Colavitto – e culminano con la pessima figura fatta dalla dirigenza al mercato di gennaio.

Con il presidente Tony Tiong che il 21 gennaio dichiara di aver dato indicazioni al diesse Micciola per acquistare altri due giocatori ’strong’, cioè forti, parla di serie B, di sogno di serie A.

E il diesse che smentisce il patron sostenendo che il centrocampista può anche non servire. Poi acquista un mediano, ma un elemento di basso profilo, del valore equivalente a Mattioli, attaccante appena ceduto all’Arzignano.

E, infine, combina il disastro di tornare dall’ultimo giorno di calciomercato, a mani vuote, prima perdendo Alex Rolfini, attaccante inseguito per un mese come se esistesse solo lui, e poi l’opportunità di chiudere con Mattia Finotto, punta ex Spal proveniente dalla Triestina.

Roba da non credere, da minare la credibilità di tutto il progetto, da far infuriare la piazza, da mettere in difficoltà la squadra che cerca di fare quadrato, di estraniarsi da queste vicende provando a giocare le sue chance come ha fatto ad Alessandria. Che la squadra possa riuscire a centrare la salvezza anche con il greco Vogiatzis e senza l’atteso attaccante è un discorso. L’obiettivo è raggiungibile anche perché i dorici possono trovare cinque squadre meno attrezzate di loro.

Ma che serva fare chiarezza è un obiettivo altrettanto urgente. La piazza chiede la testa di Ripa e di Micciola, Tiong è dall’altra parte del mondo, e il suo braccio destro, il presidente onorario Canil, finora ha parlato solo con la squadra, mentre è la tifoseria che vuole risposte. Sarà una settimana caldissima. Canil ha sempre detto di preferire i fatti alle parole, ma i fatti degli ultimi periodi stanno smentendo il patto stretto tre anni fa con la città.

Ancona vuole chiarezza e onestà, come pure una squadra che ottenga risultati in linea con le legittime aspettative. Poi ben venga il centro sportivo.

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