Black cresce gara dopo gara: "E dire che sono solo al 70%"

Tarik: "Fisicamente sto bene, mi manca il ritmo partita. I play-off? Forse è meglio arrivarci al fotofinish"

di GABRIELE GALLO -
27 marzo 2024
Black cresce gara dopo gara: "E dire che sono solo al 70%"

Tarik Black, 32 anni, è un colosso: 2,06 metri di altezza per 118 chilogrammi

Positivo nella vittoria con Varese, decisivo nel blitz esterno a Pesaro. Il neoacquisto Unahotels, Tarik Black, sta crescendo gara dopo gara.

Black, lei è a Reggio da poco più di un mese. Il suo stato di forma?

"Sono al 60-70%. Ma non è tanto una questione di fisico, perché mi sento molto bene. Più che altro devo ritrovare il ritmo partita ideale, quello è il margine che mi manca".

Dopo la doppia-doppia di domenica scorsa (13 punti e 10 rimbalzi, ndr) verrebbe da dire che quel gap è quasi colmato, in realtà.

"Onestamente non mi ero neanche accorto di averla fatta. Nel basket ogni partita è una scoperta, dipende molto anche dall’avversario e dalle scelte difensive che fa. Non ho mai guardato ai miei numeri; se vogliamo metterla giù in modo serio, dobbiamo parlare di mentalità vincente, di fare le cose che servono alla squadra per conquistare una vittoria in più. Questo è il motivo per cui sono qui. Dopo di che essere al servizio del team vuol dire: una partita segnare, l’altra fare degli stop difensivi, l’altra ancora buoni blocchi per i compagni".

In quest’ottica come ha lavorato in queste settimane per perseguire questa mission nel più breve tempo possibile?

"Individualmente per ritrovare la forma, con la squadra per inserirmi nella chimica del gruppo. Non è stato difficile però. Al di là dell’aspetto fisico infatti il basket è soprattutto una questione di connessione mentale e conoscenza del gioco: il fatto che avessi già giocato con Smith, Galloway e Weber mi ha aiutato. In più sono in una fase della mia carriera dove ho consapevolezza del giocatore che sono, e soprattutto le squadre che mi vogliono sanno già cosa so fare, e questo rende ogni aspetto dell’inserimento più rapido".

Il suo compagno di reparto Momo Faye, migliora gara dopo gara; a ciò si aggiungono i suoi costanti progressi. Oggi l’Unahotels se non ha la coppia di centri puri più forte del campionato, poco ci manca. Forse inferiore solo all’Armani con cui vi confronterete nella prossima gara. E’ d’accordo?

"Lo vedremo sabato contro di loro. Momo e io faremo del nostro meglio per farci valere e ci prepareremo duramente per affrontare i loro lunghi. Poi a fine partita vedremo se sarà stato abbastanza. Sicuramente ci aspetta una sfida molto impegnativa, non sta certo a me descrivere la forza e la profondità di un organico come Milano e la loro grande fisicità".

I playoff sono in vista. Reggio potrà essere la mina vagante?

"Quello che voglio è blindarli il prima possibile. Poi, quello che ho imparato nella mia carriera è che bisogna trovare un modo per arrivare a quelle partite nella miglior condizione fisica e mentale. A volte qualificarsi troppo presto ti fa abbassare la tensione, altre volte lottare fino all’ultimo ti porta ad avere carica e fiducia. Noi dobbiamo guardare ai nostri progressi giorno dopo giorno, con in testa l’obiettivo di vincere più gare possibili per restare nelle prime otto".

Gli ultimi match e la classifica sono segnali incoraggianti…

"Abbiamo fatto ottimi passi avanti, ma se non diamo seguito a questo trend sarà inutile. Dobbiamo alzare ogni volta il nostro standard come abbiamo fatto di recente. Restando umili, senza galvanizzarci troppo".

Dal punto di vista umano come va l’ambientamento?

"Spostare una famiglia con tre figli, di cui uno appena nato, non è semplice. Ma la città e il club Reggiana non potevano accoglierci in maniera migliore. La società ci ha messo a disposizione tutto quello di cui avevamo bisogno e Reggio è una comunità viva ed ospitale".

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