Coach Martino conta come un americano. A Udine ‘prova’ da 22 punti. E una svolta

La difesa biancorossa è stata decisiva. Nel post partita, il tecnico ha sottolineato come Forlì sia ormai davvero tra le ‘grandi’

di MARCO BILANCIONI -
30 gennaio 2024
Coach Martino conta come un americano. A Udine ‘prova’ da 22 punti. E una svolta
Coach Martino conta come un americano. A Udine ‘prova’ da 22 punti. E una svolta

"È stato un successo che dà continuità e regolarità al cammino effettuato la scorsa stagione". Sono parole che coach Antimo Martino non aveva mai proferito da ottobre a oggi: pur concedendo che sono "squadre differenti", ha accettato un paragone finora sempre evitato. In effetti è proprio come dice: il primo blitz pesante in trasferta del 2023/24 riassume quelli di un anno fa. Come il disvelamento ad alto livello proprio al PalaCarnera 13 mesi fa o il faccia a faccia per la vetta dominato a Cento. È una vittoria che modifica lo status di Forlì: la prima a violare un campo difficilissimo, dove la Fortitudo aveva perso di 31. Vittoria che – anche se è ancora lunga – spacca la classifica, promettendo all’Unieuro di poter lottare per il vertice come fu un anno fa.

Nell’estate del suo arrivo, Martino invitò a ponderare le ambizioni sull’esperienza delle altre: "Ci sono squadre che hanno giocato finali e semifinali playoff, finali di Coppa Italia". In quel momento – sembra un secolo fa – Forlì aveva ancora il tabù dei quarti, respinta nel 2019 da Rieti, nel 2021 dall’Eurobasket e nel 2022 da Cantù. Mentre la seconda stagione di Martino è ancora in corso, Forlì ha alle spalle (appunto) una finale e nel prossimo orizzonte una Final 4 di coppa e, realisticamente, nuovi playoff da protagonista. Un cambiamento a 360 gradi, con continuità pur rinnovandosi, anche in maniera sofferta (l’addio di Adrian scombussolò i piani estivi). Più che un obiettivo, era un auspicio a lungo raggio: questo è già raggiunto.

Domenica Antimo Martino è stato un fattore quanto può esserlo un americano in campo: al cospetto di un allenatore preparatissimo come Adriano Vertemati, la difesa pianificata ed eseguita da Forlì ha rosicchiato 22 punti dalle medie casalinghe dei rivali. Un’apoteosi tecnica che arriva una settimana dopo la chiusura del caso sul tifo casalingo: alla fine del match con Chiusi, era partito un coro dalla Curva Nord, da lui ringraziata.

Una volta di più, Martino può e deve essere il perno del progetto di Forlì anche per il futuro. E questo apre il capitolo dedicato al rinnovo del contratto che scade il 30 giugno: la società si è mossa in anticipo (e anche questa è una novità rispetto al passato), lui non ha fretta di concludere. Se dovesse conquistare la promozione sul campo sarebbe più facile farlo restare, ma si saprà troppo tardi per una trattativa di questo livello.

Basta ragionare sulle possibili deluse della stagione per capire che la concorrenza sarà agguerrita: Treviglio, dove si deve costruire un super nuovo palasport, è ricca, ambiziosa, ma solo settima in classifica. Ha congedato Alex Finelli e vede in Giorgio Valli una figura da traghettatore; Cantù sta facendo bene dopo aver promosso il viceallenatore Devis Cagnardi, ma cosa succederebbe se mancasse ancora una volta l’obiettivo? Ragionamenti simili potrebbero verificarsi anche a Trieste e Verona. Sono tutte società (senza parlare della serie A) che potrebbero legittimamente ambire a Martino. Il quale vorrebbe avere il quadro più chiaro, tra Forlì e il resto d’Italia, prima di firmare: da un punto di vista economico ma soprattutto tecnico.

Di certo se Forlì sta al pari, anzi sopra, alle altre grandi, è grazie al suo stesso lavoro. E la Pallacanestro 2.015 vuole tenerselo stretto.

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