Forlì ancora lassù: l’ha meritato. Un girone di ritorno così val bene la vetta

Una sola sconfitta (3 quelle della Fortitudo). E negli ultimi due mesi sono arrivate vittorie più ampie, anche contro grandi squadre

di SIMONE CASADEI -
8 febbraio 2024
Forlì ancora lassù: l’ha meritato. Un girone di ritorno così val bene la vetta
Forlì ancora lassù: l’ha meritato. Un girone di ritorno così val bene la vetta

La prima fase del girone Rosso ha visto la Pallacanestro 2.015 prevalere su tutte le avversarie. Un risultato prestigioso, strappato in extremis nella serata di domenica scorsa, che ripaga i biancorossi delle prestazioni degli ultimi mesi. Con una crescita complessiva generale e una continuità, nel singolo match, decisamente più rilevante rispetto al passato. Tutto ciò ha portato, peraltro, alla matematica qualificazione ai playoff proprio in occasione dell’ultima affermazione su Trieste, con ben dieci turni di anticipo. Certo, sii tratta solo di una curiosità, ma significativa: oggi Forlì è a +20 sul nono posto occupato da Nardò, col 2-0 negli scontri diretti. È l’ennesima riprova di un girone di ritorno da protagonisti assoluti.

Tra dicembre e gennaio, infatti, l’Unieuro non ha fallito un colpo, o quasi. Dopo il ko di Trieste all’ultima giornata d’andata, tra il 2 dicembre (82-62 su Cento) e il 4 febbraio (la recente vittoria per 92-64) sono caduti soltanto una volta, a Cividale. In tutte le altre sfide, invece, la Pallacanestro 2.015 ha puntualmente saputo far la voce grossa, per un ruolino di marcia, dunque, irresistibile: ben dieci successi in undici partite. Solo Trapani (imbattuta dall’ottobre scorso, 17 le sue vittorie consecutive), nel girone Verde, ha saputo fare di meglio in tutta la A2.

A dar credito a una formazione più performante, non è tanto il computo complessivo della produttività offensiva, salita dai 78,9 punti segnati a partita nel girone di andata agli 80,7 del ritorno. Rilevante, piuttosto, è osservare l’andamento degli scarti nel punteggio in occasione delle vittorie targate Forlì. Ora i biancorossi riescono ad aggiudicarsi il referto rosa con una maggior facilità: tra ottobre e novembre soltanto due partite (Cento e Orzinuovi) si erano concluse con un vantaggio in doppia cifra, peraltro addirittura nei primi quindici giorni di campionato. Negli ultimi due mesi, invece, l’Unieuro ha liquidato con un tale ‘gap’ ben quattro avversarie: Cento, Rimini, Udine e Trieste. Tre di queste, inoltre, sono tra le prime sette classificate del girone.

Se Cinciarini e compagni sono cresciuti, le dirette contendenti alle zone di alta classifica, al contrario, hanno rallentato. O, per meglio dire, hanno cominciato a palesare qualche difficoltà in più. Su tutte, la Fortitudo Bologna ha alzato il piede dall’acceleratore finendo per esporsi al sorpasso romagnolo: nel girone di ritorno ha perso tre partite, di cui due, decisive, nelle ultime tre giornate della prima fase: a Cento e a Verona. La concretezza e la solidità che la squadra di Caja aveva palesato negli scorsi mesi, poi, hanno cominciato a vacillare. Al punto che, oltre ai tre ko, anche tre successi nell’ultimo mese e mezzo sono stati striminziti, tra i 2 e i 4 punti, con sofferenze assortite. A differenza di Forlì, in volata la Fortitudo rischia di scivolare. E subisce le rimonte altrui: a Piacenza le era andata bene, in casa della Tezenis no. L’esatto opposto rispetto al ritmo che Forlì ha saputo trovare e mantenere negli ultimi tempi.

Un altro segnale conferma che Forì è sulla buona strada: nel girone di ritorno della scorsa stagione, Forlì perse due partite (la seconda, all’ultima giornta in casa della Fortitudo, fu irrilevante); stavolta, appena una sconfitta, benché con un numero inferiore di partite (11 contro 13). Un cammino pressoché sovrapponibile. Nella speranza che continui a esserlo fino in fondo.

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