Forlì attende il giudice sportivo su Johnson. Ma si fa forte della risposta in emergenza

Il lungo americano rischia due giornate di squalifica: Agrigento e Urania Milano. Domenica è riemersa la grande compattezza del gruppo

di STEFANO BENZONI -
13 febbraio 2024
Forlì attende il giudice sportivo su Johnson. Ma si fa forte della risposta in emergenza
Forlì attende il giudice sportivo su Johnson. Ma si fa forte della risposta in emergenza

Mentre il caso dell’espulsione di Xavier Johnson, con possibile squalifica, è al vaglio del Giudice sportivo, in casa Unieuro ci si gode la vittoria casalinga contro la Sebastiani Rieti: forza e compattezza erano qualità dei biancorossi già note, ma sono risaltate in un contesto molto difficile.

Probabilmente oggi, o al più tardi domatina, si conoscerà il destino di Johnson espulso a metà del terzo quarto. La sua sorte dipenderà da quello che hanno scritto a fine gara sul loro referto i tre arbitri Marco Attard (fratello del fischietto internazionale Manuel), Duccio Maschio e soprattutto Sebastiano Tarascio, il terzo arbitro che ha materialmente espulso Johnson: questo per ora la Pallacanestro 2.015 non può saperlo.

Le tre possibilità che si pongono di fronte all’ala mancina sono tre: un assoluto nulla di fatto con una semplice deplorazione, obiettivamente ipotesi difficile; squalifica per una giornata, commutabile in sanzione pecuniaria; oppure due giornate di squalifica (difficile che siano di più; significherebbe saltare Agrigento e Urania Milano). In quest’ultimo caso la società potrebbe fare ricorso per veder ridotta a una la giornata di squalifica: qualora così fosse, potrebbe pagare e avere in campo il giocatore domenica in Sicilia. Johnson, comprensibilmente arrabbiato e deluso, ha avuto un alterco anche nei confronti del general manager forlivese Renato Pasquali che nel tunnel che porta agli spogliatoi cercava di calmarlo e di farlo ragionare. Ma a fine gara – assicurano fonti societarie – tutto era tornato calmo e tranquillo: non ci sarebbero complicazioni da un punto di vista disciplinare.

In quel momento il punteggio era 49-50. Jazz Johnson ha segnato due liberi su tre per il 49-52 prima di uscire dalla gara per essersi visto fischiare il quarto fallo più tecnico (estremamente generoso). Poco dopo, comunque, Spanghero ha segnato il 51-54 a 3’54’’ dalla fine del terzo quarto. Qui però, quando pochi se lo sarebbero aspettato, trascinata dal tifo del Palafiera e da una sicurezza mentale che ha pochi eguali nel campionato, Forlì ha iniziato il suo show.

In poco più di sette minuti fra la fine del terzo periodo e i primi 3’34’’ del quarto, l’Unieuro ha infiocchettato un parziale di 25-6 che l’ha portata avanti al massimo vantaggio, da -3 a +16 (76-60). Un break a cui hanno contribuito Pascolo e Zampini con 2 punti a testa, Radonjic con 8 ma soprattutto un sontuoso Cinciarini che ne ha messi ben 13. In questo lasso di tempo Forlì ha tirato con 3/4 da due, con 5/7 da tre (quindi 8/11 in totale su azione) e con 4/5 dalla lunetta. Ma soprattutto ha emanato e regalato la consapevolezza che la partita non l’avrebbe persa.

All’uscita di Johnson, i cinque forlivesi in campo si sono riuniti nel classico ‘huddle’. Nessuno sa cosa si siano detti, ma di certo sono usciti con una sicurezza e una conoscenza di quello che sarebbe accaduto quasi impressionanti. Anche in una gara contro una rivale temibile e alquanto scorbutica come Rieti, anche senza Valentini (parte preziosa dell’ingranaggio tecnico-tattico romagnolo), anche senza uno Xavier Johnson perso in corsa quando era top scorer dei suoi.

Sul fronte della classifica, Forlì è rimasta in vetta, a +2 sulla Fortitudo, +6 sul duo Verona-Udine e addirittura ha allungato a +10 su Trieste. Verona proprio ieri sera ha battuto Treviglio 68-67: dopo aver toccato il +12 nel 3° quarto, la Tezenis è finita addirittura a -9 a 6’ dalla fine. Controbreak completato da due tiri liberi di Udom a 29” dalla fine.

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