Forlì, Zilli ad Agrigento con la fame dell’ex: "Non sono a posto, ma sto migliorando"

Il lungo combatte col dolore: "Ho un problema atipico alle ginocchia, ci stiamo lavorando. In Sicilia? Arrivai dagli Usa, andò bene"

di GIANNI BONALI -
15 febbraio 2024
Forlì, Zilli ad Agrigento con  la fame dell’ex: "Non sono a posto, ma sto migliorando"

Giacomo Zilli, 28 anni: per lui, prelevato da Cento, è la prima stagione a Forlì (Salieri)

Il centro biancorosso Giacomo Zilli è stato nelle stagioni 2017/18 e 2018/19 un giocatore della Fortitudo Agrigento, proprio la formazione di coach Marco Calvani che sarà la prossima avversaria che domenica i forlivesi affronteranno in trasferta nel secondo match della fase ad orologio.

Zilli, partiamo dai suoi ricordi in Sicilia. Come fu quella sua prima esperienza nel campionato italiano? Lei veniva da un periodo negli Usa.

"Ho bei ricordi sia della società che dei giocatori dell’epoca. Venivo dal mio soggiorno negli Stati Uniti, in cui avevo studiato all’Università del North Carolina ad Asheville, e mi sono ambientato subito. In più ero circondato anche dalla bellezza della Valle dei Templi, un patrimonio inestimabile, e dalla scala dei Turchi, solo per citare alcuni dei tesori dell’isola. Come non ripensare poi alle specialità enogastronomiche. Tornando al basket, sono trascorsi cinque anni da quei giorni. Era una squadra dove si lavorava bene e si valorizzavano i giovani".

Fra l’altro, nel 2017/18 Agrigento si qualificò per i playoff promozione, venendo eliminata dalla Fortitudo Bologna.

"Ero arrivato in Sicilia a stagione in corso e disputammo un bel campionato. Poi l’anno successivo la squadra confermò la categoria, anche se la mia esperienza terminò a gennaio per un infortunio all’anca. Ho quindi disputato due mezze stagioni, ma con un bilancio sicuramente positivo sia dal punto di vista sportivo che umano".

Torniamo a parlare della sua situazione fisica. In settimana viene gestito con cautela in allenamento dallo staff tecnico, per poter dare un contributo nelle partite. Come sta evolvendo il suo stato di forma?

"Ho un problema atipico a entrambe alle ginocchia. Diciamo che progressivamente stiamo trovando una soluzione con alcuni accorgimenti, anche se non è facile giocare sul dolore. Ringrazio coach Martino, lo staff tecnico e la società per il supporto quotidiano".

Nella vittoria casalinga contro Rieti il suo impatto sulla gara è stato positivo: 4 punti e un assist nei primi tre possessi.

"Ci tengo a fare bene, sto migliorando e stiamo mettendo a posto i pezzi di un puzzle. Sono fiducioso per il futuro".

Il lungo americano Dustin Hogue di Rieti vi ha creato diversi problemi nell’ultimo match, ma siete riusciti a portare a casa il risultato. Quali gli accorgimenti per limitarlo?

"Hogue ci ha dato dei bei grattacapi. E’ infatti un giocatore di grande atletismo, ma Davide Pascolo ha cercato di anticiparlo, grazie alla sua rapidità e alle sue braccia che sono come tentacoli".

La società sta guardando anche al mercato, con la possibilità di inserire un lungo nel roster in ottica playoff.

"Visto la frequenza delle partite nella fase decisiva dei playoff verrà valutata questa opzione: un giocatore in più potrà darci una mano".

In chiusura, come giudica l’atmosfera al Palafiera?

"Dopo l’espulsione di Xavier Johnson nel secondo tempo contro Rieti, i decibel sulle tribune sono cresciuti molto. Mi sono emozionato, c’era un clima da brividi che ci ha dato energia in una fase delicata del match. I tifosi sono stati veramente fantastici".

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