Recalcati, non solo azzurro: "La Virtus in Eurolega vale la Final Four. Hackett? L’ho lanciato io"

Le parole del coach, ora nello staff di Pozzecco in nazionale."La squadra di Banchi gioca davvero bene. E sa vincere nelle difficoltà. Daniel lo seguivo dai tempi dell’Università, sempre pronto e disponibile. Fortitudo? Ha un quintetto forte, ma per la promozione serve qualcosa in più”

di ALESSANDRO GALLO -
7 febbraio 2024
Carlo Recalcati, ex coach Fortitudo e ora nello staff azzurro: "La Virtus merita le Final Four di Eurolega. Hackett? Fui tra i primi a scoprirlo"
Carlo Recalcati, ex coach Fortitudo e ora nello staff azzurro: "La Virtus merita le Final Four di Eurolega. Hackett? Fui tra i primi a scoprirlo"

Bologna, 7 febbraio 2024 – Charly Recalcati, basta la parola. Tre scudetti in tre piazze diverse (Varese, Bologna sponda Fortitudo e Siena). Come lui solo il Vate Bianchini ed Ettore Messina. Charly Recalcati, il senior assistant di Pozzecco in Nazionale. Nonché l’ultimo ct ad aver vinto medaglie: il bronzo agli Europei del 2003 in Svezia e lo storico argento alle Olimpiadi di Atene 2004.

Recalcati, cominciamo dalla Virtus. Come la vede?

"E come si fa a non vederla bene? E’ una squadra che ha tante certezze, sa come vincere. E sa come vincere le partite nelle quali le cose sembrano mettersi male. E’ un pregio non indifferente".

L’ha sorpresa qualcuno?

"No. Nemmeno Lundberg. Mi piaceva dai tempi del Cska. Mi sembra che si sia ripreso il suo spazio".

E poi?

"Poi dico Abass, in pieno recupero. Mi fa piacere".

C’è un ragazzo, in bianconero, che lei seguì in tempi non sospetti.

"Vero, Daniel Hackett. Sono stato negli Stati Uniti tante volte, quando era all’Università. Quante discussioni con il suo coach che non capiva perché volevamo che si allenasse con noi in estate".

Che fa, un Recalcati litigioso? Non fa parte del suo modo di essere.

"E infatti non ho mai litigato. Ho discusso. E devo dire che mi aiutò parecchio Rudy, il papà di Daniel".

Lei stravedeva per Hackett junior.

"Capivo i suoi sacrifici. Veniva da noi, si allenava duramente in estate. Poi, quando si trattava di giocare, doveva tornare negli States. Nonostante questo non si è mai tirato indietro. Sempre pronto e disponibile".

Virtus, scudetto o playoff in Eurolega?

"Un obiettivo non esclude l’altro. Poi, secondo me, con un pizzico di fortuna...".

Che accadrà?

"Che se è assistita nel momento migliore può aspirare alla Final Four. Per quello che sta facendo lo meriterebbe".

Finale scudetto Virtus-Milano?

"Io un occhio a Brescia lo darei. Mi sembra una squadra in grande fiducia".

Dica la verità: Della Valle e soci le ricordano la sua Varese.

"Come organico no. Come fiducia e spirito assolutamente sì. Ha grande autostima e così facendo può andare lontano".

La settimana prossima ci sarà la Final Eight di Coppa Italia.

"Come sopra. Attenzione a Brescia, che l’ha già vinta un anno fa. E poi ricordiamo anche la sorpresa di Torino".

Ci sarà il derby della via Emilia: Virtus-Reggio.

"Virtus favorita, ma Reggio Emilia mi piace. L’ho vista bene, l’ho vista giocare con grande autorità. E ha ripreso quel passo".

Guardiamo in fondo alla classifica: Pesaro.

"La Vuelle ci ha abituato".

A cosa?

"A salvezze incredibili, anche nelle stagioni peggiori. Per Pesaro non è un buon momento, nemmeno fortunato. Ma Treviso e Brindisi, dirette concorrenti, non navigano in buone acque".

Piano di sotto: Fortitudo.

"Quintetto fortissimo, a livello delle migliori. Ma a Cantù, per esempio, dalla panchina si alza Moraschini".

E quindi?

"In ottica promozione servirebbe qualche addizione. Anche se...".

Anche se?

"Società nuova, se non dovesse essere promossa ha la possibilità di consolidarsi. Il consolidamento sarebbe un bel passo avanti per una società che ha storia, passione e pubblico".

Forlì?

"Mi piace, forse è superiore alla Fortitudo. E poi stravedo per Antimo Martino. Adoravo come faceva giocare Ravenna",

Lei Delfino...

"Che adesso è a Cento non l’ho mai allenato. Purtroppo l’ho avuto come avversario alla finale di Atene. Cento è salita con un mio assistente, Giovanni Benedetto. Mi ha sempre fatto una bella impressione come realtà".

E Rimini?

"Grande tradizione. Ma non credo che abbia potenzialità o velleità promozione. Anche se darà fastidio a tutti".

Dulcis in fundo...

"La mia Nazionale".

Appunto, andiamo ai Giochi?

"Non siamo favoriti, ma nel girone di qualificazione ce la giochiamo. Attenzione alla Lituania".

Che le porta alla mente dolci ricordi.

"Vero, alle Olimpiadi di Atene. Speriamo sia di buon auspicio. Ma non sappiamo ancora con chi arriveranno. Ci sarà Sabonis?".

Italia con problemi di organico. Lei fu il primo a segnalarlo.

"Sbagliai i tempi".

In che senso?

"Lo dissi dopo Atene. La gente pensava che volessi dare più lustro al nostro argento. Avevo il polso della situazione e guardavo lontano. Analisi giusta, ma avrei dovuto renderla pubblica qualche tempo dopo. Sarei stato più credibile".

Ultimi successi internazionali dell’Italia...

"Lo so. C’ero io in panchina nel 2003 e nel 2004. Ma adesso mi sento come Panatta".

Adriano?

"Proprio lui. Tutti a ricordare la Davis del 1976 e il Roland Garros dello stesso anno".

Poi Sinner.

"Appunto. Spero che ora si parli di nuovi trionfi della nazionale. Ma quella di basket. Il mio sport".

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