Si torna sul mercato. È caccia a un lungo

Dopo la figuraccia di Varese, il club ha dato l’ok a Coldebella per il rinforzo A uscire dovrebbe essere Atkins che non ha ancora trovato collocazione tattica.

di FRANCESCO PIOPPI -
5 gennaio 2024
Si torna sul mercato. È caccia a un lungo
Si torna sul mercato. È caccia a un lungo

La Pallacanestro Reggiana è pronta ad intervenire sul mercato. Il gm Claudio Coldebella ha infatti ricevuto l’ok dalla proprietà per dare la caccia a un lungo che possa rinforzare il roster. Un’ipotesi che era già stata messa in preventivo ai primi di novembre, ma che poi – complice il buon andamento della squadra e qualche segnale incoraggiante da parte di Atkins e soci – era stata accantonata. La figuraccia di Varese, con 70 punti presi nel primo tempo (record negativo di ogni epoca per la nostra Serie A), e soprattutto la volontà dei vertici di fare tutto il possibile per rendere la squadra ancora più competitiva hanno però spinto verso nuove riflessioni. E così i ‘dolori di crescita’ si sono trasformati di colpo in un malessere da curare al più presto. In tempo utile per essere al massimo per le Final Eight di Coppa Italia, a Torino dal 14 al 18 febbraio. Un appuntamento che gli appassionati biancorossi potranno rivivere a distanza di tre anni dall’ultima volta. I dirigenti sono quindi al lavoro e hanno già fatto quel che si fa in questi casi, inviando alle agenzie che rappresentano i vari giocatori in giro per il mondo quelle che sono le caratteristiche ricercate dal club. L’idea è quella di inserire un 4/5, ossia un’ala-pivot, che possa coprire le spalle al giovane Faye ed essere ben più solido in difesa di quanto siano Atkins ed Hervey. Il mercato degli italiani offre pochissimo e quindi si battono soprattutto piste straniere. È chiaro che quando l’operazione sarà finalizzata, il ‘vecchio’ dovrà fare spazio al ‘nuovo’ perché difficilmente si terranno a libro paga sette stranieri potendone schierare solo sei. A farne le spese dovrebbe essere Atkins che non ha ancora trovato una collocazione tattica anche, onestamente, per colpa di chi lo circonda. Darion è infatti un’ala grande che si presta a fare il pivot, ma resta – nell’anima e nelle caratteristiche – un lungo atipico, con poca fisicità e che ha bisogno di essere più coinvolto in attacco per restare ‘acceso’ su entrambi i lati del campo. Il condizionale però è d’obbligo, perché non possono comunque passare inosservati i ripetuti ammutinamenti di Hervey in fase difensiva all’interno di una squadra che, anche senza l’ex Virtus, avrebbe comunque tanti altri attaccanti-tiratori (Galloway e Smith su tutti, ma pure Vitali, ridottosi a tentare appena 5 conclusioni a partita…) seppur ovviamente con caratteristiche e ruoli diversi. In poche parole, nessuno dei lunghi può considerarsi totalmente immune.

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