Via alla vetrina di Coppa. È la kermesse degli exploit. Forza Unahotels, provaci

Nel febbraio 2005 la Bipop di Frates perse la finalissima contro Treviso. Quante recriminazioni per il kappao della Grissin Bon nel 2017 contro Milano.

di FRANCESCO PIOPPI -
14 febbraio 2024
È la kermesse degli exploit. Forza Unahotels, provaci

Kiwane Garris,. uno dei playmaker. più forti mai visti a Reggio: era uno dei leader della Bipop del 2005

Raffinata e regale, la bella Torino si appresta a ospitare per la seconda volta consecutiva le ‘Final Eight’ di Coppa Italia. Da oggi a domenica le otto squadre che hanno finito il girone d’andata in zona playoff si daranno battaglia per portare a casa uno dei trofei più prestigiosi del nostro basket. La Pallacanestro Reggiana torna a partecipare a questa kermesse a distanza di tre anni dall’ultima volta, quando a provarci fu la squadra di Antimo Martino, spazzata via al primo turno dall’Olimpia Milano che poi si aggiudicò quella edizione superando Pesaro.

Tre anni in cui l’Unahotels ha attraversato anche momenti difficili, ma è sempre riuscita a superarli, consolidando una crescita che quest’anno si riflette anche in classifica, con un quinto posto dopo venti giornate che non si vedeva da anni. All’ombra della Mole Antonelliana, Galloway e compagni incroceranno la Virtus Bologna (ore 18) all’interno della moderna ‘Inalpi Arena’ (ex PalaAlpitour) costruita per le Olimpiadi invernali del 2006 e teatro anche della Atp Finals in cui Sinner e Djokovic si sono dati battaglia lo scorso novembre.

Nei quasi 50 anni di storia biancorossa sono stati soprattutto due i momenti in cui si è avuta davvero l’occasione di mettere le mani sulla Coppa Italia. Il primo, quasi come in una favola, risale al febbraio del 2005 quando la truppa di coach Frates – guidata uno dei play più forti mai visti a Reggio come Kiwane Garris – arrivò fino all’ultimo atto, ma fu battuta dalla Treviso di Massimo Bulleri, poi eletto meritatamente Mvp.

Quella Bipop Carire fu la prima squadra nella storia della pallacanestro italiana che da neopromossa riuscì ad arrivare alla finalissima, un traguardo che poi nel 2022 è stato eguagliato anche da Tortona, a sua volta sconfitta dall’Olimpia Milano.

La seconda grande occasione è invece più recente e risale al febbraio del 2017, quando Della Valle, Kaukenas e Polonara uscirono in semifinale contro l’Armani dopo aver avuto a lungo l’inerzia del match nelle proprie mani. Ancora non ci spiega come mai a un De Nicolao fin lì spiritato e migliore in campo fu preferito un Needham assolutamente opaco che forzò un paio di conclusioni scriteriate e si consegnò a Cinciarini e soci. La Grissin Bon avrebbe trovato in finale una Sassari molto debole che infatti fu spazzata via dalle ex ‘scarpette rosse’. Se chiedeste all’ex patron Stefano Landi quali sono i rimpianti più grandi della propria gestione, quella Coppa la metterebbe al pari dello scudetto del 2015, se non addirittura davanti. Lo sport però è meraviglioso perché consente di avere possibilità di riscatto.

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