Analisi di un ko ingiusto. Ad un soffio dal ribaltone

Sotto di due reti, la compagine di Canzi era riuscita a riprenderla. E invece...

di STEFANO LEMMI -
16 febbraio 2024
Analisi di un ko ingiusto. Ad un soffio dal ribaltone

Il tecnico Massimiliano Canzi

Una sconfitta immeritata, non priva di luci, ma neppure di ombre sulle quali lavorare. Questo ha detto il k.o. (2-3) incassato dal Pontedera contro il Pineto, maturato con le reti ospiti nel primo tempo di Gambale (20°) e Njambe (23°), la rimonta nella ripresa di Angori (54°) e Peli (62°) e il jolly decisivo di Lombardi (87°) per un gara da suddividere in tre fasi.

PRIMA FASE 1-34° minuto. Un po’ di lentezza ha contraddistinto la prima fase del Pontedera, solitamente abituato a partire più forte, che oltretutto si è fatto trovare scoperto sui due gol degli ospiti. Pur tenendo un maggior possesso palla, il gioco è stato sterile mentre il Pineto ha sfruttato le due uniche vere occasioni avute. Cui va aggiunta una conclusione di Manu sventata da Ciocci (34°).

SECONDA FASE 35°-83° minuto. Una palla-gol sprecata da Peli (40°) e il cambio di modulo attuato a inizio ripresa, quando con gli ingressi di Ianesi e Delpupo la squadra di Canzi in atteggiamento offensivo è passata dal 3-4-2-1 abituale al 4-2-3-1 (mentre quella fase difensiva, col Pineto rimasto col 4-3-3, è stata sempre il 3-3-4), hanno segnato il risveglio del Pontedera. Che in questi quasi 50 minuti di partita ha fatto la gara che doveva, al di là dello 0-2 del momento. In 17 minuti i granata hanno azzerato lo svantaggio (e in mezzo c’era stata un’ occasione grossa così calciata fuori da Ganz) e in 23 minuti avrebbero potuto ribaltarla se il taglio in area di Ianesi fosse stato appoggiato in rete da uno dei tre compagni che erano nella disponibilità della palla. La sensazione è che se in quell’occasione il Pontedera avesse fatto gol avrebbe chiuso lì la gara, magari segnando anche il 4-2. Invece la staffilata di Ambrosini a fil di palo (83°) ha chiuso la fase di spinta del Pontedera.

TERZA FASE 84°-96° minuto. Nonostante la volontà di vincere non sia calata, la stanchezza cominciata ad affiorare ha portato ad un maggior disordine organizzativo e il Pineto ne ha approfittato trovando un eurogol da tre punti nel finale facendo maturare una sconfitta immeritata, così come lo erano state le sfide casalinghe con Entella, Carrarese e Perugia. Il lavoro da fare per ritrovare la giusta attenzione difensiva – problema che stavolta non è stato coperto dalla precisione in fase di finalizzazione com’era accaduto a Recanati – resta, ma non offusca le note positive che questo bruciante 2-3 ha riservato. Ossia che il Pontedera ha una rosa lunga (i cambi nella ripresa hanno portato giovamento) e che i rinforzi di gennaio sono stati buoni. I granata hanno dimostrato di saper produrre gioco mostrando un calcio offensivamente divertente, ma pur avendo concesso pochissimo alla squadra di Beni, che ha segnato 3 gol con 4 tiri, hanno subito 15 reti nelle ultime 5 gare. C’è un equilibrio da ritrovare.

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