Giacomini: "Giovanili, noi per il confronto". La replica a Mazzola, Asta, San Miniato

Il presidente della Robur risponde alle accuse di altre società calcistiche riguardo al reclutamento di giovani talenti, sottolineando l'importanza della professionalità e della collaborazione nel settore giovanile. Promette confronto e valorizzazione del territorio senese.

29 giugno 2024
Giacomini: "Giovanili, noi per il confronto". La replica a Mazzola, Asta, San Miniato

Giacomini: "Giovanili, noi per il confronto". La replica a Mazzola, Asta, San Miniato

A poche ore dalla lettera che gli hanno indirizzato, a mezzo stampa, il Mazzola, l’Asta e il San Miniato ("… I futuri responsabili del suo nuovo settore giovanile, legittimamente ma con poca professionalità, contattano indistintamente tutti i nostri giovani tesserati e financo le rispettive famiglie per portarli nella sua società" un passaggio), il presidente della Robur, Simone Giacomini ha preso la parola.

"Nel tutelare il Siena Fc e le figure che vi operano – dice –, tengo a precisare che nelle scorse settimane sono state contattate diverse società del territorio per poter iniziare a dialogare su possibili collaborazioni sportive e non, senza però aver avuto risposta. Confido quindi che dopo questa comunicazione si possa organizzare un momento di confronto per poter iniziare a creare un futuro che veda al centro i ragazzi e la loro formazione".

"Tutte le figure che operano all’interno del Siena, in particolar modo quelle del settore giovanile – aggiunge Giacomini –, sono state selezionate per le loro qualità lavorative, morali e umane vista l’importanza che il ruolo impone. Ulteriori dichiarazioni che andranno a ledere la professionalità di qualsiasi membro dello staff bianconero non saranno più tollerate. Il progetto del settore giovanile prosegue a pieno ritmo, un percorso ambizioso e di grande valore non solo sportivo ma anche sociale, improntato sul futuro e sulla valorizzazione del territorio senese". Nella lettera le tre società avevano dichiarato che se "il fatto in sé, non rappresenta una novità nel mondo del calcio, fino a che le telefonate arrivano da responsabili del settore agonistico di società dilettantistiche come le nostre poco male; quando però chi telefona rappresenta una società con un gloriosissimo passato di professionismo troviamo il fatto sbagliato nel metodo"…

"Sarebbe stato preferibile – prosegue la lettera – che i suoi responsabili, congiuntamente ai nostri, si fossero messi a sedere per trovare una soluzione comune… Qualora non potessimo contare sui nostri migliori giocatori, sarebbe difficile reggere il confronto con le altre società toscane e potremmo perdere ciò che abbiamo raggiunto dopo anni di duro ma sano e onesto lavoro… Ci sono anche altre realtà che non sono state interpellate, ma che saranno da noi contattate dopo un suo assenso alla nostra richiesta partecipando anch’esse agli incontri che ci potranno essere".

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