Un Arezzo low cost per la Serie C. La classifica dei monte ingaggi

Tra stipendi, premi e diritti di immagine la cifra supera di poco il milione di euro. La fotografia completa

29 dicembre 2023

di Luca Amorosi

AREZZO

Quella amaranto, intesa come spesa per il monte ingaggi, è al 14esimo posto nel girone B di Lega Pro. Poco sopra il milione e 200mila euro, tra stipendi, premi (che vengono pagati solo se si verificano certe condizioni) e diritti di immagine. La cifra certa di spesa quindi sarebbe poco sopra il milione di euro dato che comprende stipendi (988mila euro) e diritti di immagine (69mila), mentre i premi sono variabili più o meno raggiungibili. I conti in tasca ai club sono da sempre uno dei temi caldi della Lega Pro, e in certi casi testimoniano anche la bontà, ma soprattutto la sostenibilità dei progetti dei vari club. Numeri che sono stati raccolti dalla Gazzetta dello Sport riguardanti il monte ingaggi di 58 delle 60 squadre di serie C. Sono escluse dal rilievo Juventus Next Gen e Atalanta U23, i cui giocatori sono a bilancio dei rispettivi club di serie A. Prima di concentrarsi nello specifico sull’Arezzo e sul girone B, occorre fare alcune precisazioni. I dati si riferiscono agli stipendi di tutti i tesserati (giocatori, allenatori e dirigenti) e si suddividono in tre voci.

C’è prima di tutto la parte fissa, che comprende gli stipendi base da pagare mensilmente o entro il giorno 15 del terzo mese, altrimenti scatta la penalizzazione. Le società che superano il milione di euro devono garantire, tramite una nuova fideiussione, il 40% della parte eccedente. Poi ci sono i premi che possono essere inseriti nei contratti, come i bonus per la promozione, i gol fatti o le presenze. Questi devono essere versati a obiettivo raggiunto o comunque entro la data fissata per le iscrizioni al torneo successivo. Infine, ci sono i diritti di immagine: i tesserati li cedono per una cifra che deve essere saldata entro la scadenza delle iscrizioni al campionato successivo. È una formula usata solo da quattro club, tra cui c’è proprio l’Arezzo, che ha messo in preventivo circa 70mila euro da quanto si evince dai dati forniti da Trivenetogoal. Il Cavallino, tra parte fissa, premi e diritti d’immagine, ha un monte ingaggi totale di circa 1 milione e 273mila euro, che lo pone tra la maggior parte delle squadre (22 su 58) con spese tra uno e due milioni. Nel girone degli amaranto, solo cinque società hanno una spesa fissa minore dell’Arezzo, cioè Olbia, Fermana, Pontedera, Recanatese e Sestri Levante e solo una di queste lo precede in classifica. Un dato che conferma che il Cavallino è in linea con gli obiettivi, anzi ha terminato il girone d’andata davanti a squadre che hanno costi maggiori. Il caso più eclatante è quello della Spal, che con la retrocessione dalla B si è portata dietro contratti pesanti che contribuiscono a un monte ingaggi di ben nove milioni per un quartultimo posto provvisorio. Importante anche la spesa della Virtus Entella, oltre sei milioni e un solo punto in più del Cavallino. Con appena 200mila euro in più dei liguri, il Cesena è primo, inseguito da una Torres che rappresenta il rovescio della medaglia: con una parte fissa di poco superiore agli amaranto e un monte ingaggi totale di poco inferiore (1 milione e 218mila euro) sta lottando per la promozione.

Nel complesso, la squadra che spende di più è il Benevento, con oltre 9 milioni e 600 mila euro, mentre la più parsimoniosa è la Giana Erminio, attualmente quinta nel girone A pur spendendo solo 636mila euro. Virtuose anche Mantova e soprattutto Juve Stabia, prime con spese relativamente contenute: 2 milioni e 700mila euro i lombardi, meno di 1 milione e 700mila i campani. Il tutto in attesa che il mercato di gennaio cambi le carte in tavola.

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