Tutti in Arabia: la Saudi League è la nuova meta del calcio. I soldi sauditi hanno ribaltato il mercato europeo

Cristiano Ronaldo è stato il primo a cedere alla corte dei sauditi, Milinkovic-Savic non sarà l’ultimo. La panoramica sulle squadre e i nuovi giocatori arrivati finora in medio oriente in questa pazza estate

di CORRADO PIFFANELLI -
11 luglio 2023
Kalidou Koulibaly, ex difensore di Chelsea e Napoli ora all'Al-Hilal (foto Twitter Al-Hilal)
Kalidou Koulibaly, ex difensore di Chelsea e Napoli ora all'Al-Hilal (foto Twitter Al-Hilal)

Roma, 11 luglio 2023 – Cristiano Ronaldo è stato il primo, Milinkovic-Savic non sarà sicuramente l'ultimo. In Saudi League prepariamoci a vedere nel giro di qualche anno, se non mese, squadre composte interamente o quasi da giocatori che ben conosciamo. Prendiamo l'Al Nassr ad esempio: il portiere è Ospina, ex Napoli, in attacco Cristiano Ronaldo fa coppia con Anderson Talisca, uno dei primi a scegliere la via del Golfo per giocare in Medio Oriente. Il regista è Marcelo Brozovic, a centrocampo l'obiettivo è Ziyech, in attacco si punta a Son del Tottenham.

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Il club è uno dei quattro posseduti dal fondo sovrano Pif: un altro è l'Al Ittihad che ha preso Karim Benzema con un contratto da 600 milioni per tre anni e N'Golo Kantè come regista pagandolo 25 milioni all'anno. L'Al Hilal è il club che ha appena chiuso per Milinkovic-Savic: il leader della difesa è l'ex Napoli Koulibaly, a centrocampo c'è Rubel Neves e si punta a Romelu Lukaku. L'allenatore è Jorge Jesus, ex Benfica e Flamengo. Il quarto club di proprietà statale è l'Al Ahli, che punta Pogba e che ha già inserito nel suo attacco Roberto Firmino, ex stella del Liverpool con un ingaggio da 60 milioni per tre anni. Il portiere è Mendy. Sparsi per gli altri club ci sono Banega all'Al Shahab, Tello all'Al Fatah e l'ex Lazio Felipe Caicedo all'Abha. L'Al Riad ha preso Marcinho dalla Chapecoense. E non finisce qui. La campagna di rastrellamento dei giocatori più rappresentativi del vecchio continente e continuerà.

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L'Arabia non pensa solo al Mondiale del 2030. E non è il fuoco di paglia della Cina: la Nazionale è arrivata alla fase finale in sei delle ultime otto edizioni dei mondiali e nel 2022 in Qatar ha battuto niente meno che i campioni del mondo dell'Argentina. La Cina, per capire la differenza, ha giocato una sola volta la fase finale del mondiale, perdendo tra partite su tre. Tutto lascia pensare che siamo di fronte ad un programma di consolidamento fortemente sostenuto dalla stato per affermare il calcio tutto il paese. E che la Saudi League presto diventerà più forte della serie A se non addirittura della Premier. Perché alla fine la Superlega che non si è potuto fare in Europa, si farà in Arabia con ingaggi moltiplicati e un impatto devastante sul nostro campionato che perde i suoi giocatori migliori e vede tutti i costi aumentare paurosamente nel tentativo di reggere almeno parzialmente la concorrenza.

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