Cristiano Ronaldo fa gol e si fa il segno della croce, ma in Arabia Saudita è vietato

È successo dopo il rigore trasformato in semifinale di Champions araba contro l’Al Shorta

di FRANCESCO BOCCHINI -
10 agosto 2023
Cristiano Ronaldo
Cristiano Ronaldo

Roma, 10 agosto 2023 – Ancora una volta, un gol di Cristiano Ronaldo fa discutere e parlare in tutto il mondo. Ma in questo caso non per la bellezza del gesto tecnico che sta dietro alla marcatura o per la sua importanza, quanto per quello che è accaduto dopo che CR7 ha gonfiato la rete avversaria in occasione della semifinale di Champions League araba. Per festeggiare il rigore decisivo mandato a bersaglio contro l’Al Shorta al minuto 75, il portoghese ex Manchester United, Real Madrid e Juventus si è fatto il segno della croce, seguito poi dalla sua classica esultanza. Da dove nascono le polemiche? Dal fatto che l’espressione pubblica della fede cristiana è vietata in Arabia Saudita. Addirittura, i cittadini non musulmani nemmeno possono pregare in pubblico o esibire collane od oggetti religiosi in vista. Chi non rispetta le regole viene accusato di fare proselitismo religioso. 

Quali ripercussioni per CR7?

Ronaldo, di fede cattolica, evidentemente non era a conoscenza di tutto ciò e mai si sarebbe immaginato di scatenare un putiferio con il segno della croce, gesto che già in passato aveva mostrato dopo essere andato in gol. Un gesto che comunque non gli costerà caro, come invece successo al colombiano Juan Pablo Pino, che 10 anni venne arrestato in un centro commerciale di Riad perché la sua maglietta non nascondeva il tatuaggio di Gesù sulla spalla. La curiosità è che anche Pino giocava nelle file dell'Al Nassr, che il cinque volte Pallone d'Oro ha trascinato alla finale di Champions araba, dove troverà l'Al Hilal di Koulibaly e Milinkovic-Savic. Dovesse di nuovo realizzare una rete, stavolta CR7 eviterà di ripetere il segno della croce, onde evitare possibili ripercussioni. In qualche modo, insomma, dovrà cambiare le proprie abitudini, come toccato all'allenatore argentino Gustavo Costas, che durante la sua permanenza in Arabia Saudita è stato costretto a smettere di farsi il segno della croce prima delle partite e di portare il rosario al collo. "Ora non lo posso fare in pubblico, lo faccio nello spogliatoio - raccontò all'epoca - Se mi facessi il segno della croce, qui mi ammazzerebbero, mi lapiderebbero".

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