Olanda: chi è il giocatore più pagato. I talenti da seguire con attenzione agli Europei 2024

Arrivati all’Europeo con qualche fatica in più del previsto, gli Oranje hanno tutto per stupire ma le incognite restano tante, a partire dal modulo

13 giugno 2024

Non è considerata come Nazionale di seconda fascia, ma non è annoverata nemmeno tra le favorite. Ma quindi, che cos’è questa Olanda? La squadra di Ronald Koeman arriva in Germania con il talento per stupire e la voglia di farlo una volta per tutte, ma come già accaduto nelle scorse manifestazioni ci sono sempre dei però che accompagnano gli Oranje. Questo diventa emblematico già solo analizzando il cammino fatto nelle qualificazioni: no game contro la Francia che vinse 4-0 all’andata e 1-2 al ritorno, vittorie con estrema sofferenza contro Irlanda e Grecia in trasferta e, invece, pratiche chiuse con relativa facilità in casa. I numeri dicono che la squadra dell’ex tecnico del Barcellona ha subito un solo gol nelle sei partite in cui l’avversario non era la Francia. L’Olanda pare essere all’interno di un limbo: ben più forte e pronta delle squadre di seconda e terza fascia, ma che non riesce a impensierire veramente le formazioni d’élite. E dire che le individualità ci sono: dagli insostituibili Van Dijk, Aké, Depay, al giovane talento di Xavi Simons, Gakpo e perché no Tijjani Reijnders.

Virgil Van Dijk difensore centrale e capitano dell'Olanda
Virgil Van Dijk difensore centrale e capitano dell'Olanda

Il modulo? Quattro, due, fantasia. Ma quanto pesa l’assenza di de Jong.

Date le idee di calcio di Ronald Koeman verosimilmente l’Olanda si schiererà con un 4-2-3-1, anche se l’alternativa della difesa a tre è dietro l’angolo. Ma andiamo con ordine. Con questa prima idea tattica la linea a quattro dovrebbe essere composta da Dumfries, Van Dijk, Aké e van de Ven. L’esterno dell’Inter potrebbe essere preferito a Frimpong per garantire più copertura, visto che il modulo è molto offensivo. Virgil non si tocca, e guai a farlo, mentre i centrali di City e Tottenham hanno la concorrenza spietata di Blind e, soprattutto, de Ligt. Aké è un uomo di fiducia di Koeman e, all’occorrenza, potrebbe anche agire da terzino sinistro, mentre van de Ven è il più “sacrificabile” anche se pure lui è stato provato largo. Davanti alla difesa pesa come un macigno l’assenza di Frenkie De Jong, fondamentale in quel ruolo dove il suo posto non sarà preso nemmeno dall’atalantino Teun Koopmeiners (anche lui out) né dal compagno Marten De Roon e quindi spazio a Veerman, reduce da una grande stagione al PSV, e Schouten. Altre alternative sono Georgino Wijnaldum, ma in parabola discendente da un po’, e Ryan Gravenberch. Da qui in avanti Koeman si affida al talento e l’estro di giocatori come Xavi Simons e Cody Gakpo che riempiranno le linee, con il milanista Reijnders nel mezzo. Davanti la punta è Memphis Depay, chiamato a tornare ai livelli di qualche anno fa, ma attenzione alla chiamata in extremis di Zirkzee che potrebbe essere l’arma in più. Va detto però che i problemi maggiori risiedono proprio nel reparto avanzato: Gakpo da esterno non brilla e al Liverpool viene usato più da punta centrale, gli altri attaccanti sono Weghorst, lottatore nato ma che riesce a garantire prestazioni fino a un certo livello, e Brian Brobbey, che fin ora all’Ajax ha fatto malino per usare un eufemismo. Con questo assetto ci sarebbe sicuramente più potenziale offensivo, ma il rischio di sbilanciarsi troppo in avanti. Lo si è visto nella finale per il terzo posto della Nations League contro l’Italia: gli esterni azzurri avanzavano senza troppi problemi e senza copertura delle ali, con il reparto arretrato che andava in affanno. Ecco perché, passando alla seconda alternativa, non è da escludere l’utilizzo del 3-4-2-1. In questo caso spazio a Frimpong a tutta fascia, a discapito di Dumfries; si siede van de Ven e la linea a tre la completa De Vrij, più adatto. Esterno di sinistra Maatsen, con in mezzo Reijnders e uno tra Shcouten e Veerman. Davanti Gakpo e Xavi Simons appena dietro Depay, con Malen pronto a subentrare ai primi due in caso di necessità. E in porta? Altro tasto dolente della formazione arancione: il titolare dovrebbe essere Bart Verbruggen, portiere del Brighton, a discapito di Flekken, sicuramente terzo Bijlow. La realtà però è che nessuno dei tre, in particolare i primi due, hanno impressionato e per un ruolo delicato come quello dell’estremo difensore presentarsi con tre incognite non è sicuramente cosa buona e giusta. Fortunatamente, ma questo lo vedremo solo a competizione iniziata, il reparto difensivo olandese è uno dei più forti (se non il più forte) in circolazione. Le cose nei pressi di Amsterdam sono cambiate: anni fa dietro giocavano giocatori di medio livello provenienti da Augsburg e Aston Villa, mentre davanti c’erano nomi di spicco come Robben e Van Persie, mentre oggi l’unica sicurezza risiede proprio in Van Dijk e compagnia. Gli anni passano, gli interpreti cambiano e con loro gli allenatori, ma la storia dell’Olanda pare sempre la stessa: più di una squadra di seconda/terza fascia, meno di una di prima. Chissà se Euro 2024 sarà, finalmente, l’europeo della svolta definitiva.

Probabile formazione (4-2-3-1): Verbruggen; Dumfries, Van Dijk, Aké, van de Ven; Veerman, Schouten; Xavi Simons, Reijnders, Gakpo; Depay

L’uomo chiave: Virgil Van Dijk. Il capitano e perno della difesa non ha bisogno di presentazioni: è l’uomo che col suo carisma e la sua forza è capace di trascinare tutti.

Giovane da seguire: Xavi Simons. In nazionale non riesce a rendere come al Lipsia, ma il talento del classe 2003 è indiscutibile e ora lo deve dimostrare anche con gli Oranje.

Il più pagato nei club: Virgil Van Dijk (Liverpool) 11,4 milioni di euro.

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