Juve, Alcaraz titolare per rinascere: ipotesi tridente

Allegri medita il cambio modulo, provato il 4-3-3 con Cambiaso o Alcaraz nel ruolo di attaccante esterno: rischiano Chiesa e Yildiz

di MANUEL MINGUZZI -
22 febbraio 2024
Carlos Alcaraz

The new midfielfer of Juventus FC, Argentinian Carlos Alcaraz, arrives at the J Medical in Turin, Italy, 02 February 2024. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

Torino, 22 febbraio 2024 – Un cambio tattico per rivitalizzare la squadra e chiudere il recente periodo di calo. Max Allegri prova a rivoluzionare la sua Juve, a dare nuovi concetti e a far ritrovare un certo tipo di concentrazione alla squadra. Contro il Frosinone potrebbe dunque essere schierato il 4-3-3, abbandonando momentaneamente il 3-5-2 che nelle ultime uscite ha mostrato la corda, con lacune di attenzione e ritmo che hanno fatto perdere punti importanti, forse decisivi, nella lotta Scudetto. A farne le spese Gatti dietro e uno tra Chiesa e Yildiz davanti.

Alcaraz titolare

Più di ogni altra cosa Max Allegri punta a ritrovare un certo tipo di rendimento lanciando dal primo minuto l’acquisto più importante di gennaio: Carlos Alcaraz. L’argentino, prelevato in prestito oneroso con diritto di riscatto a 49 milioni dal Southampton, si candida a giocare la sua prima da titolare con la Juve. L’esordio potrebbe dunque avvenire contro il Frosinone di Di Francesco allo Stadium, in un 4-3-3 che può vederlo protagonista sia come mezzala sia come attaccante esterno. Sono diverse le soluzioni provate da Allegri nelle ultime ore, la prima con una scelta più abbottonata che prevede Cambiaso esterno alto da una parte, Federico Chiesa dall’altra e Dusan Vlahovic prima punta e con l’argentino mezzala di centrocampo. La seconda opzione vede invece l’avanzamento di Alcaraz nei tre davanti e l’abbassamento di Cambiaso nel ruolo di terzino, ruolo che ha svolto tutta la scorsa stagione a Bologna. In ogni possibile soluzione c’è Alcaraz titolare, segno che per Allegri è arrivato il momento di far sfogare l’energia e la creatività dell’argentino per arricchire la fase offensiva della Juve. D’altronde, Alcaraz è il prototipo del giocatore moderno, sapendo giocare su più ruoli a centrocampo e in attacco e abbinando entrambe le fasi di gioco. Soprattutto, ha anche il gol in canna. Per quanto riguarda gli altri reparti, in una prima soluzione potrebbe esserci la coppia centrale Bremer-Rugani dietro con Weah e Kostic terzini, ma appare una opzione troppo offensiva, mentre a centrocampo Locatelli e Rabiot titolari, poi la terza maglia dipendere dalla posizione di Alcaraz: se l’argentino giocherà attaccante esterno toccherà a McKennie o Miretti. Sarà una giornata importante anche per Adrien Rabiot, che toccherà le 200 presenze in maglia Juve. Il francese è a quota 199 partite con 19 gol e 15 assist e nel mirino c’è Roberto Baggio, poi i due connazionali Lilian Thuram a 204 e Zinedine Zidane a 212. Ancora più avanti il terzo francese del lotto, ovvero quel Michel Platini che ha illuminato gli occhi degli juventini per 224 partite. Sul francese Rabiot, come noto, pende anche un rinnovo di contratto difficile da portare avanti con la madre agente. Rinnovato nell’estate 2023 il contratto per una stagione, ora la Juve vorrebbe prolungare ulteriormente e mettersi al riparo da una parametro zero, ma i club europei si sono già mossi, soprattutto dalla Premier League dove sondano il terreno United e Arsenal e dalla Spagna, dove c’è il Barcellona. Insomma, Rabiot è perno inamovibile del centrocampo e perderlo a zero euro sarebbe un brutto colpo sia a livello tecnico che a livello di bilancio. La patata bollente è nelle mani di Giuntoli.

Di Gregorio solo una idea

Nelle ultime ore si è parlato di una possibile pista Juve per Michele Di Gregorio, portiere classe 1997 del Monza. Reduce da due stagioni di grande livello, l’estremo difensore potrebbe essere pronto al salto in una big e Giuntoli starebbe monitorando la sua situazione. Ad oggi, però, non ci sono trattative concrete per Di Gregorio anche perché la Juve due portieri di livello ce li ha e corrispondono ai nomi di Wojchecj Szczesny e Mattia Perin. Soprattutto sul polacco si gioca il futuro. Con il contratto in scadenza nel 2025 la Juve vuole rinnovare e proseguire con lui, ma tutto va incastrato con parametri economici al ribasso. Serve che Szczesny accetti un ingaggio decurtato rispetto ai 6 milioni attuali. Da una parte c’è ampia disponibilità a continuare, dall’altra i temi economici per un giocatore professionista diventano rilevanti anche se dai primi contatti si registra una apertura. Di Gregorio, dunque, potrebbe diventare una pista solo se dovesse saltare qualcosa nel rinnovo di Szczesny e per ora la Juve è una pista a margine e non del tutto concreta. In difesa, invece, si punta Reinildo dell’Atletico Madrid, 30 anni e visto l’altra sera a San Siro contro l’Inter. Sarebbe un uomo duttile, esattamente come Djalò, capace di giocare sia centrale che terzino e ad Allegri piace. Il suo contratto è in scadenza nel 2025 e in caso di mancato rinnovo diventerebbe accessibile a basse cifre. Per ora la Juve ragiona su un esborso poco oneroso e su un contratto triennale da proporre al giocatore, ma tutto passa dalla decisione dell'Atletico e del difensore di rinnovare o meno il contratto.

Attenzione al Mondiale per Club 2025

Se, nonostante il calo recente, la Juve è prossima tornare in Champions League la prossima stagione, a maggior ragione se l’Italia dovesse avere cinque posti, nel breve termine ci sarà da tenere d’occhio anche il rinnovato mondiale per club che si disputerà nel 2025. Sarà una competizione in stile mondiale per nazionali con 32 squadre e la Juve, estromessa dalle coppe in questa stagione, non è ancora certa della qualificazione. Se la gioca in Italia con il Napoli, che è agli ottavi di Champions e ha strappato un punto nell’andata contro il Barcellona. Ai partenopei per scavalcare la Juve servirà passare il turno e poi vincere almeno una delle due gare dei quarti di finale. Missione difficile, certo, ma non impossibile.

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