Napoli, terzo pareggio di fila: l'Olimpico è ancora il simbolo dei rimpianti
Proprio come successo contro la Roma, gli azzurri con la Lazio incappano in un altro segno x in rimonta all'ultimo respiro. E l'Inter stasera può sorpassare se batte la Juventus

Lazio-Napoli, la delusione degli azzurri (Ansa)
Napoli, 16 febbraio 2025 - Il virus della 'pareggite' che quest'anno ha di fatto tolto con largo anticipo dai giochi scudetto l'acerrima rivale Juventus, seppur in formato ridotto, si è spostato al Napoli, che incappa nel terzo 'x' consecutivo che, come i precedenti, è ricco di rimpianti. Probabilmente alla vigilia della trasferta in casa della Lazio, gli azzurri avrebbero firmato per uscire invitti dall'Olimpico soprattutto alla luce della pesante emergenza infortuni sulla corsia mancina che avrebbe poi obbligato Antonio Conte a cacciare il 3-5-2 dalla soffitta nel quale era finito fin da inizio stagione. Poi, come spesso succede, il campo dice altro e in particolare che la capolista, seppur non in grande spolvero sotto diversi aspetti, era riuscita a mettere le mani su una partita complicatissima e resa ancora più ostica dal gol quasi istantaneo di Gustav Isaksen, il match winner della gara del Maradona. Stavolta però gli azzurri si ribellano alla legge del danese e impattano subito con Giacomo Raspadori, uno abituato quasi sempre a rispondere presente quando chiamato in causa. Questa è storia del primo tempo: la ripresa vede invece Adam Marusic infilare Ivan Provedel dopo che la palla era rimbalzata sul gluteo di Mario Gila in seguito a un cross di Matteo Politano. Una carambola estremamente fortunata che molti, tra amici e nemici (sportivi) del Napoli, stavano già aggiungendo all'elenco degli episodi buoni e propiziatori dell'obiettivo più ambito a fine stagione. Invece, dopo Isaksen, il Napoli si ritrova a fare i conti con un'altra 'tassa' ricorrente: Boulaye Dia, già passato alla storia come l'uomo che ad aprile 2023 rimandò la festa scudetto del Maradona firmando l'1-1 della Salernitana, impatta e fissa il 2-2 definitivo, uno score destinato a scontentare entrambe le rivali.
Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?
Se gli azzurri perdono la chance di tentare la prima vera fuga del campionato o comunque di mettere più pressione all'Inter, in serata impegnata in casa della Juventus, la Lazio raccoglie solo un punto da una sfida nella quale a tratti ha dimostrato di poter legittimamente ambire alla posta piena che a sua volta avrebbe significato uno scatto importante nella lotta a un posto nella prossima Champions League. Eppure, proprio come il Napoli, i biancocelesti si evitano una sconfitta eccessiva e così, alla fine, il pareggio accontenta e allo stesso tempo scontenta tutti. In questi casi, il peso maggiore sulla bilancia dei rimpianti tocca a chi si è fatto rimontare e dunque agli azzurri, che nei minuti finali delle due gare disputate in campionato all'Olimpico hanno praticamente lasciato 4 punti. Allo stesso tempo, in queste due sfide in esame, sia la Roma che la Lazio avrebbero potuto vincere, rendendo dunque il proverbiale bicchiere allo stesso tempo mezzo vuoto ma anche mezzo pieno. Probabilmente la vera misura del contenuto del suddetto bicchiere la si scoprirà soltanto dopo il fischio finale di Juventus-Inter: in caso di pareggio dei nerazzurri o addirittura di sconfitta, il sospiro di sollievo per il Napoli sarebbe bello grosso per aver scampato il pericolo del primo sorpasso dopo tempo immemore, pur perdurando ovviamente i rimpianti per quella mancata fuga ormai a referto. Qualora invece Simone Inzaghi e i suoi ragazzi riuscissero a violare l'Allianz Stadium, pur nell'imminenza dello scontro diretto al Maradona, il borsino della favorita per lo scudetto vedrebbe le proprie quotazioni cambiare nettamente. In ogni modo, un primo verdetto, forse l'unico affidabile a questo punto della stagione, è che stavolta il Napoli per vincere lo scudetto dovrà lottare fino all'ultima partita, senza la possibilità di accomulare un corposo vantaggio su un'Inter che sembra molto più che semplicemente in scia.
Le criticità del mercato e la gestione dei cambi
Lo dice la classifica, tiratissima a prescindere da quale sarà il verdetto dell'Allianz Stadium, ma lo dice anche il ruolino di marcia della capolista, che si è parzialmente inceppata proprio nella fase cruciale del campionato, quella in cui due anni fa partì invece la volata finale. Lo stesso discutissimo mercato di gennaio pare aver lasciato il Napoli quasi in balia degli eventi, come ha svelato la prima vera emergenza infortuni del campionato. La coperta a sinistra è corta, forse più qualitativamente che quantitativamente, perché Noah Okafor è il rimpiazzo designato di Khvicha Kvaratskhelia, ma sulla sua condizione fisica si allungano ombre importanti. Questa è storia della corsia alta, ma anche quella bassa mancina annaspa se in contemporanea mancano Mathias Olivera e Leonardo Spinazzola e se si arriva a rimpiangere un jolly, nonché un elemento di estrema esperienza, come Mario Rui. Che qualcosa manchi alla rosa del Napoli sembra lapalissiano, ma neanche la gestione da parte di Conte delle risorse a disposizione in panchina nelle ultime gare sta incontrando il plauso unanime. Al coraggio, in realtà imposto dagli eventi, di cambiare modulo al tecnico salentino non fa seguito lo stesso ardire nella scelta delle pescate dal lotto delle riserve, con elementi come Cyril Ngonge e Billy Gilmour avrebbero probabilmente meritato una maggiore considerazione a livello di minutaggio. Se queste sono le note (forse) stonate, l'ingresso di Politano, nonostante l'utilizzo come quinto e non come ala pura, ha di fatto svoltato la ripresa, consentendo al Napoli di mantenere quell'imbattibilità che dura dalla gara di andata, quella decisa al Maradona da Isaksen. Da allora gli azzurri hanno alzato all'infinito i giri del motore, trovando anche una striscia di vittorie di fila arrivata a 7 prima delle ultime tre frenate che hanno ridimensionato un po' tutto. Almeno dalla prospettiva dei tifosi o comunque dei non addetti ai lavori. Poi c'è Conte che non manca di ribadire quanto gli obiettivi di inizio stagione fossero diversi e, ad oggi, pienamente già blindati. Vero, così com'è vero che l'appetito vien mangiando e che intanto il Napoli si è ritrovato con pieno merito leader della classifica. Un primato che comincia a vacillare, tra cause di forza maggiore e criticità interne che probabilmente avrebbero meritato una migliore gestione nelle scorse settimane.
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