Finale Champions, Inzaghi carica l’Inter: “Cuore e testa per l’impresa. Alleno uomini veri”

Il tecnico punta sull'unità del suo gruppo per battere il Manchester City di Guardiola ed entrare nella storia: solo Herrera e Mourinho hanno vinto il trofeo con il club nerazzurro

di MANUEL MINGUZZI -
9 giugno 2023
Simone Inzaghi, tecnico dell'Inter

Simone Inzaghi, tecnico dell'Inter

Istanbul, 9 giugno 2023 - Helenio Herrera, due volte, e José Mourinho sono gli unici due allenatori ad aver vinto la Champions League con l’Inter. Alla leggenda vuole iscriversi anche Simone Inzaghi, il re delle coppe con un percorso netto in Italia nell’ultimo biennio, ma di fronte c’è Pep Guardiola, il collega sull’altra panchina che vuoie iscriversi nella storia del Manchester City come il primo a vincere la più importante coppa europea. Nell’albo d’oro dei Citizens figura infatti solo una Coppa delle Coppe nel 1970 e domani sera, al triplice fischio dell’arbitro Marciniak, uno dei due allenatori entrerà nell’olimpo di questo sport e dei rispettivi club. Inter-City è un treno con due biglietti per l’andata, ma per il ritorno solo uno è diretto verso la leggenda e tutto il mondo interista spera sia quello in possesso di Simone Inzaghi.

Inzaghi: “Non vogliamo fermarci”

È normale che a questo punto emergano bilanci positivi sulla sponda nerazzurra, perché raggiungere una finale è un traguardo che non può essere dimenticato dopo 90 o 120 minuti con esito avverso, ma essere arrivati fino a qui, e vedere la luce delle stelle vicine, induce ad andare avanti e non fermarsi: “Stiamo assaporando quanto di buono fatto, ma non vogliamo fermarci - la carica del tecnico alla vigilia - Sono sicuro che giocheremo la finale nel migliore dei modi ed è normale che il Manchester City sia favorito; sono la miglior formazione al mondo e lo ha già dimostrato”. Contro un avversario così diventa pragmatico e razionale aspettarsi dei momenti di difficoltà dentro la partita, ma l’aspetto importante sarà reagire, come sempre, da squadra: “Servirà cuore e testa e bisognerà rimanere uniti e in partita nelle situazioni di difficoltà”, l’avvenimento di Inzaghi che punta tutto sull’unità del gruppo - "Siamo arrivati qui dopo 56 partite, quelle ci hanno portato alla finale. Abbiamo avuto momenti difficili in cui siamo cresciuti e attraversato sconfitte, poi gli infortuni e quanto altro ma i ragazzi sono stati eccezionali a stringersi assieme”. E la consapevolezza di quanto fatto affiora ora, a poco più di 24 ore dalla partita perché prima non c’è stato tempo di fermarsi a pensare. Ma non ci sarà un rilassamento per quanto fatto: “Sappiamo che dovremo lottare centimetro per centimetro e solo ora stiamo capendo cosa abbiamo fatto, ma i ragazzi non sono rilassati e la concentrazione è massima”. Insieme. Questa è la parola chiave del percorso interista e lo sarà anche nella finalissima. Inzaghi ha le idee chiare: “E’ partita che vale una vita, possiamo scrivere la storia del nostro club e ci proveremo. Insieme è la parola che ci portati qui e insieme proveremo a fare l’impresa”. Ma le imprese si fanno solo con uomini veri e l’Inter ce li ha: “Alleno ragazzi straordinari, grandi uomini che non cambierei con nessuno. Mi hanno dato grandissime gioie in questi venti mesi”. E diventa normale non dormire stanotte, anche se l’Inter è già passata dalle tensioni del derby di semifinale: “Siamo abbastanza tranquilli ma più l’appuntamento si avvicina e più la tensione sale. Sappiamo cosa rappresenta questa partita per il club e i tifosi e il derby ne è stato l’emblema”. Fischio d’inizio alle 21, dirige l’arbitro Marciniak. Per un sabato da leoni.

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