Napoli, scoppia il caso Mario Rui. L'agente: "Da parte di Garcia gestione sciagurata"

Giuffredi si scaglia contro l'allenatore: nel mirino l'esclusione dall'elenco dei titolari del portoghese contro il Real

di GIUSY ANNA MARIA D'ALESSIO -
5 ottobre 2023
Mario Rui (Ansa)

Mario Rui (Ansa)

Napoli, 5 ottobre 2023 - Non c'è mai pace per Rudi Garcia: neanche il tempo di aver raddrizzato i risultati e il gioco del Napoli che l'allenatore torna nel mirino di una parte della piazza. E di un procuratore: per la precisione quello di Mario Rui, per la verità non nuovo a pesanti invettive verso qualsiasi strato del pianeta azzurro.

"Gestione sciagurata"

Dai vari tecnici che si sono alternati sulla panchina di Fuorigrotta allo stesso capo supremo del vapore: Mario Giuffredi è notoriamente un agente molto fumantino e propenso a difendere i diritti (o presunti tali) dei suoi assistiti. Poi, se trova terreno fertile, come il perdurante clima di non totale fiducia nei confronti del malcapitato di turno, allora il rischio di creare un vero e proprio terremoto è bello forte. Come accennato, anche lo stesso Luciano Spalletti, nei rari momenti infelici della sua gestione, ha dovuto fare i conti con il procuratore in questione, che si è messo sulla difensiva (per usare un eufemismo) allorché il Napoli ha rinforzato la propria batteria di terzini mancini acquistando Mathias Olivera. All'ombra del Vesuvio all'inizio si pensava (e, nel caso specifico, si sperava) in un'alternanza più omogenea tra i due, preferendo l'uruguaiano quando sarebbe stata richiesta una maggiore fisicità e il portoghese nelle restanti occasioni. Poi, due situazioni sempre più frequenti hanno fissato in maniera più netta le gerarchie: i ripetuti guai fisici che hanno afflitto nel tempo Mario Rui e le prestazioni sempre più convincenti di Olivera. Una combinazione che ha sensibilmente ridotto il minutaggio di uno dei veterani del Napoli, nonché mandato su tutte le furie Giuffredi, che stavolta si scaglia contro Garcia. "Da parte sua c'è una gestione sciagurata: forse non conosce bene il mio assistito e le sue qualità". Tutto nasce dall'esclusione dall'elenco dei titolari del portoghese in occasione della gara contro il Real Madrid: una di quelle che sostanzialmente ogni giocatore vuole disputare e possibilmente non per una manciata di minuti nella coda del match. A maggior ragione se il giocatore in questione è di fatto una delle colonne di una squadra che l'anno scorso ha salutato parecchi senatori. Così non è stato e il risultato, un 3-2 in favore degli spagnoli, ha fornito l'assist buono a Giuffredi, che fino alla prima parte della scorsa estate aveva rivolto le sue furie contro un altro protagonista del club partenopeo. E che protagonista: l'agente ha varie volte sollecitato (a suo modo) Aurelio De Laurentiis affinché offrisse il rinnovo di contratto al suo assistito. L'evento in effetti si è verificato a metà agosto, quando Mario Rui ha prolungato il proprio legame con il Napoli fino al 2026 e a cifre al ribasso rispetto a quelle precedenti: praticamente l'ennesima vittoria di ADL e della sua linea dura volta a ridurre i monte ingaggi.

Lo strano incrocio con Italiano

Le acque si sono mantenute calme per poco più di un mese: quasi un record per il temperamento di Giuffredi, che si insinua in quelle crepe ancora aperte intorno alla gestione di Garcia, con il rischio di farle diventare (di nuovo) delle voragini. Insomma, tanta fatica per far rientrare (più o meno del tutto) le varie criticità nate intorno a Victor Osimhen e poi proprio uno dei veterani della rosa ne accende un'altra che mina ulteriormente la credibilità dell'attuale allenatore. Difficile stabilire se situazioni del genere siano tipiche di una piazza tutta particolare e spesso fumantina come quella partenopea o se nel frenetico calcio attuale il Napoli sia in 'buona' compagnia. Di certo a ridosso del delicato match interno contro la Fiorentina gli azzurri avrebbero probabilmente fatto volentieri a meno di altri moti di agitazione. Difficile al momento includere i viola nel novero delle squadre che potrebbero ambire allo scudetto o, comunque, alle primissime posizioni della classifica finale. E' improprio dunque parlare di scontro diretto. Eppure, negli ultimi anni la formazione allenata da Vincenzo Italiano ha riservato diversi grattacapi a quella azzurra. Il dettaglio non è sfuggito a De Laurentiis, che non ha mai nascosto la propria stima nei confronti dell'attuale tecnico viola. Gli ammiccamenti tra i due non sono stati pochi: il più recente risale alla scorsa estate, quella da poco citata per ripercorrere una delle tante tappe della furia di Giuffredi. Di mezzo però c'era (e c'è) una Fiorentina ambiziosa e, in quanto tale, quindi decisamente poco propensa a lasciar partire a cuor leggero i propri dipendenti. All'epoca poi a complicare ulteriormente la corte di ADL ci si mise anche la finale di Conference League che i viola avrebbero dovuto disputare, poi perdendola, contro il West Ham. Insomma, quest'estate il matrimonio non s'aveva da fare. Per la gioia di Garcia, che avrebbe poi vinto il 'concorso' indetto proprio da De Laurentiis per cercare un nuovo allenatore. Finora il legame tra i due è stato forte, con il presidente che, almeno il pubblico, si è speso tanto per difendere la sua scelta. Anche il rendimento sul campo, al netto di qualche battuta a vuoto, premia l'allenatore francese: il Napoli, in fondo, è abbastanza in linea con le aspettative della vigilia della stagione sia in campionato sia in Champions League. Eppure, intorno a Garcia permane un clima di (parziale) sfiducia e dissenso che viene periodicamente alimentato dai vari casi che, quasi di proposito, scoppiano in seno alla squadra campione d'Italia. L'ultima miccia l'ha innescata Giuffredi, furioso per il comportamento riservato a Mario Rui, il veterano sempre più panchinaro che, per giunta, in occasione della partita più attesa si vede riservare una manciata di minuti in campo come contentino. Insomma, se non fosse per una certa tendenza alla recidività, stavolta stare dalla parte dell'agente e del suo assistito sarebbe anche semplice. E se non fosse che tutto ciò rischia di danneggiare non tanto il solo Garcia quanto l'intero Napoli che quest'anno, a dispetto del tricolore cucito sul petto, proprio fatica a trovare serenità e armonia.

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