Boxe, Pamela Malvina è campionessa europea EBU Silver: battuta Barker Porter

Bologna,festa al Paladozza dove la pugile infermiera sigla l'ennesima vittoria che le vale la cintura europea pesi leggeri

di GIANLUCA SEPE -
5 aprile 2024

Bologna, 5 aprile 2024 – Un Paladozza vestito a festa celebra una notte di boxe, una notte dedicata alla Noble Art ma sopratutto a Pamela Malvina Noutcho Sawa, stella della Bolognina Boxe e nuova campionessa europea EBU Silver. La pugile infermiera ha riacceso la miccia della passione per il pugilato all’ombra delle Due Torri, partendo dai quartieri popolari, là dove la sua palestra è nata e dove si è radicata offrendo una possibilità sportiva e chi difficilmente potrebbe avvicinarsi a questo ambiente, riscoprendo l’anima popolare di una disciplina nata tra la gente comune.

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Quella gente che lotta fuori e dentro il ring, come recita lo slogan che Alessandro Dané e Franco Palmieri si portano dietro come un mantra. E così nel Madison Square Garden di Piazza Azzarita va in scena la Bolognina Boxing Night, a 12 anni di distanza dall’ultimo evento pugilistico nel palazzetto dello sport bolognese, per la prima volta per un evento incentrato su un titolo internazionale femminile, la cintura europea EBU Silver dei pesi leggeri.

La bolognese non sbaglia e a dispetto dell’emozione raccontata alla vigilia, si prende virtualmente scettro e corona oltre alla cintura, quelli di una città che l’ha eletta a sua beniamina, quelli di un quartiere che vede in lei una fonte di ispirazione e una storia autentica di chi ce l’ha fatta. Lo stesso quartiere che riempie metà Paladozza e che oltre al tifo vuole mandare un messaggio, come testimonia la grande bandiera palestinese e i cori che piovono dagli spalti. Al centro però c’è il ring, dove ad aprire le danze c’è Biancamaria Bianca Tessari della Sempre Avanti, al debutto tra i pro: la pugile di Soave, che ha Bologna ha trovato una seconda casa, il lavoro e anche l’amore del massimo Dmytro Tonishevv, incrocia i guantoni con un’altra esordiente, la serba Slobodanka Jovanovic.

Un match che incanalato fin dai primi istanti a favore dell’allieva di Christian Cavazza, che nel primo round studia e nei successivi fa valere la sua altezza, portando tanti colpi e riuscendo sempre a rimanere a distanza. Una strategia che le vale la Vitoria contro una serba che non sembra mai in grado di impensierirla.

Dopo di lei è il momento proprio di Tonishev, che contro Michele Ogliari porta sul ring tutta la potenza dei suoi 104 kg che non lasciano scampo al pugile di Crema, che in poco più di un minuto finisce alle corde e poi al tappeto, per un KO prima del tempo che mostra quanto il boxeur di origini ucraine sia salito tra le sedici corde del Madison di Piazza Azzarita con un solo obiettivo: vincere.

Con il pubblico già caldo, è Kevin Mustafaj a far alzare i decibel, con il palazzetto che lo incita a gran voce e lui che sul ring risponde con una prestazione concreta, paziente, fatta di alcuni strappi decisivi che mostrano tutta la sua esuberanza ma al contempo anche una padronanza del ring non comune, impostando il ritmo nel modo più congeniale. Il beniamino della Bolognina Boxe cresce in ritmo con il suo pubblico, conquistando una vittoria chiesta a gran voce da tutto il Paladozza.

Prima del clou, è il momento di Antonio Licata, l’imbattuto welter ferrarese che contro lo sloveno Edin Sejdinovic fa un match di studio, in cui non alza i ritmi dando l’apparenza di voler controllare l'avversario senza affondare. Fino ad un cambio di passo col destro, che fa barcollare lo sloveno: è il cambio di passo atteso, con il ferrarese che prende in mano l’incontro e al settimo round con un destro di prima intenzione manda al tappeto l’avversario chiudendo il match prima del tempo limite. Un successo che gli vale la nona vittoria in altrettanti incontri.

A questo punto il Madison Square Bolognese è pieno, il pubblico caldo e dagli spalti compare anche uno striscione, “Dai Pamela portaci in Europa”, un parallelismo col momento calcistico dei rossoblu di Thiago Motta che racconta al meglio l’entusiasmo di una città intera. Accanto un altro messaggio, Bologna meticcia.

Perché Pamela Malvina non è solo una campionessa ma è la pugile infermiera ma anche l’eroina di un quartiere, la Bolognina e di una città che ha risposto presente per incitarla al meglio. Dopo l’inno di Mameli cantato dal tenore Crestiano Cremonini, il palazzo è una bolgia e il primo round scorre sul ritmo delle incitazioni che piovono dalle gradinate.

Malvina parte forte, spinta dal pubblico e dalla voglia di scrollarsi di dosso tutta la tensione accumulata in questi mesi. Dieci riprese che sono un crescendo, con un ritmo che Noutcho Sawa gestisce al meglio, sempre attenta con la guardia e pronta a colpire una britannica ostica e controllata. Questa però è la festa della Bolognina Boxe e la definitiva consacrazione di Malvina che fa suo il match grazie alla determinazione e alla preparazione maniacale fatta in palestra con Dané e Palmieri. E alla fine il pianto liberatorio è il miglior modo per concludere questa serata che ha una sapore speciale.

Con una vittoria che riaccende l’emozione della boxe al Paladozza, pronto ad essere di nuovo teatro del pugilato anche nei prossimi mesi. “Ero molto emozionata all’inizio - commenta Malvina - E’ stato come l’avevo preparato, mi aspettavo che attaccasse di più ma alla fine è andata come da copione. Di solito cerco di stare concentrata sull’obiettivo, non mi guardo intorno, testa bassa e non voglio pensare ad altro Emozione ma anche concentrazione all’inizio e ora sono felicissima per la Bolognina e per chi era qui oggi. Mi sento speciale, è fantastico.”

La gioia dell'Ausl Bologna

Siamo molto soddisfatti per la nostra Pamela, un'infermiera dell'ospedale Maggiore: ha combattuto e ha vinto il campionato europeo. Eravamo a tifare per lei, ci ha dato grande soddisfazione ed emozione", ha detto il direttore generale dell'Ausl di Bologna, Paolo Bordon, esultando per la vittoria del titolo europeo di pugilato da parte di Pamela Malvina.

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