Napoli, Zielinski al bivio: senza il rinnovo sarà addio. La Lazio alla finestra

Il polacco, legato al club partenopeo fino al 2024, vorrebbe restare in azzurro. L'ultima parola spetta a De Laurentiis, che intanto ha messo le mani su Samardzic, il possibile erede

di GIUSY ANNA MARIA D'ALESSIO -
10 giugno 2023
Piotr Zielinski (Ansa)

Piotr Zielinski (Ansa)

Napoli, 10 giugno 2023 - Più che crisi del settimo anno, si può parlare di bivio del settimo anno, un evento non proprio inedito nel capoluogo campano: il protagonista in questo caso è Piotr Zielinski, il senatore chiamato a decidere in fretta il proprio futuro.

Un destino incerto per molti

Certo, con una panchina vacante e un ds presente ma di fatto praticamente esautorato e forse addirittura separato in casa, parlare di giocatori chiamati ad avere le idee chiare in casa Napoli è oggi un po' bizzarro. Senza contare che il suddetto giocatore in questione farebbe anche fatica a scavalcare determinati esponenti della società, notoriamente quelli dai quali partono le decisioni sul mercato. Eppure, nella particolare estate che si profila nel capoluogo campano all'indomani dello scudetto, succede anche questo. La fortuna è che stavolta, a differenza di quanto accadeva di questi tempi un anno fa, non ci sono grosse criticità legate a giocatori in scadenza a fine giugno: con tutto il rispetto del caso per Karim Zedadka e Davide Marfella, con quest'ultimo che tra l'altro potrà essere trattenuto dal Napoli a fronte di un'opzione di rinnovo biennale da far eventualmente scattare. Ci sarebbero poi le questioni relative ai giocatori da riscattare, ma anche qui la situazione appare piuttosto definita: se Giovanni Simeone è certo della conferma e Tanguy Ndombele è altrettanto sicuro invece della mancata permanenza, da stabilire c'è il destino dei soli Pierluigi Gollini e Bartosz Bereszynski, ad oggi quasi totalmente ignari di quello che sarà. Chi in effetti a ben vedere, in questo momento, può dirsi sicuro del proprio futuro in azzurro? Un elemento c'è ed è pure bello importante nell'economia del progetto: Aurelio De Laurentiis, oggi più che mai l'unico padrone del Napoli. La priorità del patron è la caccia a un nuovo allenatore e le prime 'battute' sono state praticamente a vuoto al punto che dopo l'uscita di scena di diversi candidati ora sembra ricominciato il secondo giro di tentativi: nella rubrica telefonica di ADL, oltre al solito pallino Luis Enrique, in questo momento pare si stia dando la priorità ai tecnici francesi. Il tutto proprio mentre Rafa Benitez sponsorizza pubblicamente la propria candidatura parlando di stimoli ancora forti per vincere. Proprio quel Benitez che di fatto, a dispetto dei due trofei vinti sotto la sua gestione a fronte dello zero spaccato di altri colleghi che invece all'ombra del Vesuvio vengono ricordati ancora con i lucciconi, non è mai entrato totalmente in sintonia né con la piazza né con diversi senatori della rosa.

Bivio Zielinski

Entrambi i problemi potrebbero riproporsi nel prossimo futuro, quello in cui nel quartier generale di Castel Volturno bisognerà cominciare ad affrontare il tema dei giocatori in scadenza tra un anno: dopo la diaspora dell'estate scorsa di diversi veterani, di cui molti partiti senza portare alcun guadagno nelle casse del club, l'imperativo stavolta è prevenire anziché curare. Certo, forse proprio quella diaspora è stata la prima molla verso lo scudetto: fuori tanti giocatori 'anziani' e magari demotivati dalle precedenti delusioni e dentro linfa fresca ed entusiasta per provare a coronare il sogno lasciando intanto intendere agli avversari di aver quasi smantellato il progetto salutando diversi big. In effetti, volutamente o meno, le cose sono andate proprio così. Adesso però, con il tricolore finalmente cucito sul petto, tutto cambia: dall'effetto sorpresa impossibile da utilizzare a una programmazione più capillare per tentare anche l'assalto alla Champions League, senza tralasciare l'aspetto economico, quello forse più caro a De Laurentiis. Perdere altri big a zero significherebbe in parte vanificare le grandi manovre di rientro dalle criticità effettuate nelle ultime stagioni: specialmente ora che le acque sono calme e nessun senatore (per adesso) sta forzando la mano per strappare un rinnovo a cifre altisonanti. Tornando a Zielinski, non sarebbe proprio nell'indole del giocatore e soprattutto della persona. Eppure, volente o nolente, il discorso dovrà essere aperto presto per evitare problemi tra un anno. Il primo nodo da sciogliere in questi casi riguarda la volontà del diretto interessato, che potrebbe essere stata influenzata, in un senso o nell'altro, dal recente tripudio. Per Zielinski e per altri elementi della rosa, la domanda da porsi è una sola: l'apoteosi dello scudetto ha saziato ogni appetito oppure le energie da riservare alla causa azzurra sono ancora tante e vive? Il Luciano Spalletti pensiero insegna in tal senso. Fino a qualche settimana fa il polacco, al Napoli dal 2016, sembrava pronto a spiccare finalmente il volo verso quella Premier League che, si sa, attrae praticamente quasi tutti i giocatori. In effetti, misurarsi con un campionato di tale intensità deve essere uno stimolo fortissimo per colui che viene considerato il prototipo del centrocampista moderno, il cosiddetto 'box to box' che riesce a coniugare quantità e qualità: tra le doti più spiccate c'è un'eccellente stoccata dalla medio-lunga distanza che ha spesso risolto le partite più complicate di un Napoli che non sempre è capace di vincere attraverso il gioco e la manovra, come da indicazioni di Maurizio Sarri. Il riferimento non è casuale, con l'attuale tecnico della Lazio che vorrebbe ricongiungersi al suo pupillo anche per allungare le rotazioni di una squadra che l'anno prossimo dovrà essere competitiva su più fronti. Di mezzo c'è la volontà di Zielinski che forse, in mancanza dell'approdo in Premier League, preferirebbe continuare a vestire l'azzurro più carico del Napoli: specialmente ora che la maglia sarà a breve fregiata del tanto agognato tricolore. I discorsi romantici si scontrano però con la dura realtà: senza rinnovo lo scenario più probabile diventerà la cessione, specialmente qualora da Formello dovesse arrivare un'offerta di un certo tipo per un giocatore non più giovanissimo e sicuramente non incedibile. Per sbloccare la situazione serve un evento: o la suddetta proposta della Lazio oppure l'ufficialità dell'arrivo in casa Napoli di Lazar Samardzic, l'erede designato di Zielinski che potrebbe spingere quest'ultimo (di nuovo) alla corte di Sarri.

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