Napoli, Zielinski si accorda con l'Inter. La vendetta di ADL: fuori dalla lista Uefa

Il polacco si legherà ai nerazzurri a giugno, ma già da ora sembra ai margini del progetto: con tanto di forfait per il match con il Verona

di GIUSY ANNA MARIA D'ALESSIO -
2 febbraio 2024
Piotr Zielinski (Ansa)

Piotr Zielinski (Ansa)

Napoli, 2 febbraio 2024 - La sessione di mercato invernale è finita e il verdetto è quindi ormai ufficiale: il Napoli di Aurelio De Laurentiis, con i suoi 21 milioni usciti, è stato il club ad aver speso di più. Un titolo platonico che implica almeno due considerazioni: i diversi errori commessi in estate, tra acquisti (forse) sbagliati e caselle lasciate vuote in seno alla rosa e la voglia di rimediare per regalarsi una seconda parte di stagione di alto livello. Al centro tecnico di Castel Volturno sono sbarcati, in ordine cronologico, Pasquale Mazzocchi, Hamed Junior Traorè, Cyril Ngonge e Leander Dendoncker, mentre hanno salutato Eljif Elmas a titolo definitivo e Alessandro Zanoli, Alessio Zerbin e Gianluca Gaetano in prestito: tante mosse atte a provare a risolvere i problemi del presente e magari del futuro. In entrambi gli ambiti rientra Piotr Zielinski, ormai promesso sposo dell'Inter per giugno: con tutte le conseguenze del caso già pronte a essere ordite da De Laurentiis.  

Zielinski-Inter, ci siamo

  Chiedersi come il patron abbia preso l'imminente accordo (praticamente una formalità) tra il polacco e i nerazzurri è anche superfluo, con il diretto interessato a togliere ogni dubbio con tanto di attacco pubblico a Beppe Marotta, reo di aver bypassato il club per parlare direttamente con il giocatore: qualcosa di simile a quanto tentato dallo stesso ADL la scorsa estate, quando a Castel Volturno era in corso il casting per trovare il nuovo allenatore. Insomma, come sempre è probabilmente soltanto una questione di punti di vista e di prospettive. La realtà, al di là delle opinioni, è però ormai chiara e netta: a breve Zielinski, con decorrenza a partire dall'1 luglio, si legherà all'Inter fino al 30 giugno 2027 dietro pagamento di un ingaggio da 3,5 milioni a stagione, praticamente la stessa cifra che oggi il classe '94 percepisce in azzurro. Probabilmente è proprio questo dettaglio (non da poco) ad aver indispettito De Laurentiis, che a parità di offerta economica si è sentito tradito da uno dei principali veterani della rosa: lo stesso giocatore che tra l'altro, la scorsa estate, aveva rifiutato una proposta ben più remunerativa arrivata dall'Arabia Saudita. Il patron l'ha quindi presa sul personale al punto da minacciare vendetta escludendo Zielinski dalla lista UEFA. Una decisione che, se presa, rischia di inasprire gli animi e soprattutto di aprire l'ennesimo dibattito polemico all'ombra del Vesuvio: la punizione sarebbe per il polacco o per il Napoli, che in vista del delicato impegno contro il Barcellona valido per gli ottavi di finale di Champions League rischia di accantonare uno dei giocatori più esperti e talentuosi del roster? Non solo Zielinski: viaggia verso il taglio dalla lista UEFA anche Traorè, l'acquisto del mercato di riparazione che probabilmente necessiterà di più tempo rispetto agli altri per essere pronto. Insomma, ulteriori grane per Walter Mazzarri, tra volti nuovi non ancora al top e vecchie certezze che invece sembrano al passo di addio nonostante all'orizzonte ci siano diversi altri mesi prima di chiudere questa travagliata stagione.

Verso Verona con il dilemma difesa

Chiuso il mercato, con le sue conseguenze tutte da valutare, la palla passa al campo e proprio a Mazzarri, che contro il Verona si giocherà tanto. Innanzitutto la possibilità di ritrovare la vittoria in una partita sulla carta non impossibile per ridare slancio alla rincorsa Champions. Eppure, si sa, proprio queste gare sono quelle che nascondono più insidie. Basti riavvolgere il nastro fino all'ultima sfida disputata al Maradona, quella contro la Salernitana, la Cenerentola della Serie A: gli azzurri la spuntarono all'ultimo respiro e non senza episodi controversi e discutibili su una squadra affamata di punti salvezza, esattamente come lo è l'Hellas. Curiosamente, domenica a Fuorigrotta saranno l'una di fronte all'altra le due formazioni antitetiche per quanto riguarda il mercato di gennaio. Il Verona, alle prese con gravi problemi economici, ha venduto praticamente tutti i suoi gioielli, tra i quali proprio Ngonge, mentre il Napoli ha inserito diversi innesti alla rosa per provare a risalire la china. Sulla carta non c'è partita, ma ovviamente il campo può riservare sempre diverse sorprese. La prima, in realtà, la potrebbe confezionare Mazzarri, tuttora indeciso sull'assetto con cui schierare gli azzurri. Sul banco degli imputati, curiosamente, c'è già quella difesa a tre che ha sì arrestato l'emorragia nel reparto arretrato ma che ha anche bagnato ulteriormente le polveri in attacco. Tutto lascia presagire la conferma dell'assetto ormai consuetudinario, seppur non privo di diversi ballottaggi da sciogliere. Il principale riguarda proprio il reparto avanzato: chi tra Giovanni Simeone, ex di giornata e Giacomo Raspadori vincerà l'ennesimo testa a testa che sta animando l'ormai lunghissima assenza di Victor Osimhen? Chissà che alla fine, tra i due 'litiganti', non la spunti Ngonge, il fresco ex che potrebbe avere già due missioni nel mirino: far pentire ulteriormente il Verona per la cessione confezionata a metà stagione e nel pieno dei giochi salvezza e dimostrare di valere il grande investimento profuso dal Napoli (18 milioni più bonus) per un autentico jolly dell'attacco. I primi approcci in azzurro del belga hanno confermato una certa anarchia tattica che potrebbe rivelarsi la carta buona per risvegliare l'estro offensivo che sembra rimasto relegato al recente passato anche per quanto riguarda Khvicha Kvaratskhelia, al rientro dopo il turno di squalifica scontato contro la Lazio. Intanto, contro il Verona di certo non ci sarà Zielinski, fermato da un affaticamento muscolare: vero o diplomatico, alla luce dei fatti delle ultime ore?. Il verdetto per la Champions League, cammino che potrebbe durare due partite o molte di più, è segnato, mentre quello in campionato, ben più lungo, complicato e ricco di aspettative, è tutto da scrivere. Verosimilmente il Napoli ci penserà bene prima di rinunciare totalmente al polacco, il collante tra il ciclo che ha portato al tricolore e quello in corso, quello della caduta dall'Olimpo prima della ricostruzione totale che avverrà in estate. Ovviamente senza Zielinski.

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